Presto sarà elevata la sede della Compagnia coriglianese e soppressa quella rossanese con un’ottimizzazione degli organici che non prevede ridimensionamenti. Spauracchio della riduzione agitato dal Pd, ma il sindaco Stasi aveva già ottenuto rassicurazioni

L’attuale Compagnia dei carabinieri coriglianese (che ha giurisdizione sull’intero territorio dell’Alto Jonio cosentino compresi i Comuni dell’entroterra) da qui a pochissimo sarà elevata a Reparto territoriale dell’Arma di Corigliano Rossano e avrà giurisdizione dall’Alto al Basso Jonio cosentino, praticamente da Rocca Imperiale a Cariati includendo i Comuni interni.

La nuova “geografia” locale della Benemerita prevede la soppressione istituzionale dell’attuale Compagnia di Rossano, sul cui territorio giurisdizionale resteranno operative tutte le attuali Stazioni e probabilmente un distaccamento di quella che sarà la Sezione operativa radiomobile del Reparto territoriale di Corigliano Rossano. Al cui comando sarà destinato un ufficiale col grado di tenente colonnello. La “rivoluzione” dei carabinieri - chiaro effetto della recente fusione istituzionale dei due ex grandi comuni di Corigliano e Rossano nell’attuale città unica - è protesa ad ottimizzare le risorse dello Stato, ma non farà perdere alcuna risorsa umana all’Arma sul territorio. Nessun taglio, dunque, al numero dei militari attualmente in organico alle ancora per poco due distinte Compagnie di Corigliano e di Rossano. In tal senso, il sindaco di Corigliano Rossano Flavio Stasi avrebbe già da oltre una decina di giorni ottenuto le più ampie rassicurazioni nel corso d’un incontro col comandante provinciale dell’Arma, il colonnello Pietro Sutera, e col prefetto di Cosenza Paola Galeone. Con la città unica di Corigliano-Rossano, l’elevazione a Reparto territoriale del Comando coriglianese era entrata subito “nell’aria” ed oggi è quasi realtà (nei mesi scorsi si parlava d’elevazione a “Gruppo”, comando di livello superiore rispetto al Reparto territoriale). La scelta è certamente positiva conseguenza dei risultati investigativi ed operativi che da anni ed anni assegna alla Compagnia coriglianese dell’Arma il primo posto nell’ambito delle articolazioni territoriali del Comando provinciale di Cosenza e che pone la stessa ai primi posti in ambito regionale

 

Gli ex segretari di circolo del Pd cittadino oggi commissariato: da sinistra Salvatore De Luca, Giuseppe Tagliaferro e Carlo Caravetta 

 

LO SPAURACCHIO AGITATO DA UN PD CITTADINO COMMISSARIATO, DISINFORMATO E CIALTRONE. Ad agitare l’evidentemente disinformato spauracchio della perdita d’unità militari effettive è stato, nella giornata di ieri, il locale Partito democratico da mesi commissariato poiché la sua ex dirigenza sono anni che non ne azzecca manco mezza. Un Pd che per dare parvenza d’esistere di tanto in tanto se ne esce con qualche strampalato comunicato stampa che sottende esclusivamente la finalità di menar contro il sindaco Stasi dopo la batosta elettorale di fine maggio col proprio candidato sindaco Gino Promenzio. In questo caso ha però menato il can per l’aia. Ad ogni buon conto, a fronte di questo Pd locale commissariato, consacrato a sconfitte elettorali scontate ed una dietro l’altra, ma ciarliero e cialtrone, in città v’è pure una larga parte di elettori e militanti Pd che negli anni non è stata mai fagocitata dalle fallimentari logiche del primo, anzi. Già, perché molti di quelli che hanno sempre avversato quelle logiche, le ultime elezioni comunali le hanno vinte perché hanno saputo “leggere” le trasformazioni socio-politiche della nuova città, e le hanno evidentemente bene interpretate non solo puntando sulla candidatura dell’attuale sindaco al fine di farlo votare ed eleggere, ma candidandosi nelle sue liste apportando così un effettivo contributo alla sua elezione. Anziché esercitarsi nella propria mirata disinformazione, il commissariato Pd locale potrebbe magari correttamente informare su quanti, al suo interno ed a queste latitudini, stanno aderendo al nuovo partito del suo ex leader nazionale Matteo Renzi e su quanti invece stanno seguendo il solco del rinnovamento tracciato dall’attuale segretario nazionale Nicola Zingaretti? Non ritengono i sedicenti rappresentanti locali d’un partito commissariato d’avere sbagliato per l’ennesima volta alle ultime elezioni comunali e che il Pd oggi necessiti di un’assoluta cesura con le logiche fallimentari di cui gli stessi sono animati?