Sempre più insistenti i segnali d’“accentramento rossanese” dell’amministrazione Stasi a discapito della sede legale e centrale del Comune

 

C’è una lettera, garbata quanto allarmata. È indirizzata al sindaco di Corigliano Rossano Flavio Stasi (foto) e reca in calce le firme di numerosi dipendenti comunali che ieri mattina l’hanno protocollata proprio al fine di farla pervenire nelle mani del primo cittadino. Che l’avrebbe già letta.

Il nutrito gruppo di dipendenti comunali firmatario della lettera, che presta servizio a Palazzo Garopoli nel centro storico coriglianese, esprime al capo dell’amministrazione forte preoccupazione per le indiscrezioni che circolano da settimane nelle sedi municipali circa l’imminente spostamento degli uffici dell’area tecnica proprio dal coriglianese Palazzo Garopoli al centro storico rossanese. Un ventilato trasferimento che penalizzerebbe il centro storico coriglianese che “sopravvive” proprio per la presenza degli uffici comunali, i cittadini coriglianesi e i dipendenti stessi. Al momento non s’ha notizia dell’eventuale “smentita” da parte del sindaco circa tale indiscrezione, attraverso una sua rassicurazione ai dipendenti firmatari della lettera. A tal proposito, pare che il sindaco Stasi, non riuscendo a leggere per bene ciascuna delle firme in calce alla lettera, abbia voluto sapere con esattezza chi siano tutti i firmatari della stessa.

 

 

Comunque sia, segnali d’“accentramento” amministrativo verso Rossano ve ne sono eccome. Alle prime due delle tre complessive sedute di Consiglio comunale tenutesi finora nella sala consiliare dell’ex Comune rossanese, si somma l’indiscrezione secondo cui l’ex segretario generale del Comune Paolo Bertazzoli si sarebbe scontrato proprio col sindaco Stasi (tra l’altro) sulla sede in cui tenere le sedute della Giunta comunale. Con Bertazzoli che si sarebbe impuntato sul fatto che la legge regionale istitutiva del Comune di Corigliano Rossano prevede come sede legale dell’ente e come sede municipale principale quella dell’ex Comune di dimensioni demografiche maggiori, vale a dire l’ex Comune di Corigliano.

 

Altra questione che affiora riguarda una corposa serie di residui finanziari relativi a mutui contratti dall’ex Comune di Corigliano con la Cassa depositi e prestiti, che da qui a poco potrebbero essere utilizzati dall’amministrazione Stasi per l’acquisto d’un antico palazzo nobiliare ubicato nel centro storico rossanese.

 

Per non parlare degli eventi del cartellone estivo, coi 145 mila euro di fondi disponibili per la programmazione triennale intercettati a suo tempo dall’ex Comune di Rossano che sono stati tenuti ben stretti nell’ex perimetro rossanese ed utilizzati negli importanti eventi programmati in quello stesso perimetro, ed i 25 mila euro di fondi riconducibili all’ex Comune di Corigliano spesi per qualche cantanticchio e per sagre di melanzane, cetrioli ed altri ortaggi, tutti di rigorosa forma fallica per deliziare i cugini di campagna coriglianesi. Come a dire: “Ciò che era mio resta mio, e ciò che era tuo adesso è pure mio”. Col nuovo Comune di Corigliano Rossano che s’è notoriamente accollato quella montagna finanziaria di debiti eretta piuttosto allegramente dagli amministratori dell’ex Comune di Rossano (che Stasi ha alacremente avversato, per carità, ma pur sempre suoi paesani) che s’è sommata alla cronica precarietà finanziaria dell’ex Comune di Corigliano. Coi cugini di campagna che da oltre due anni operano la raccolta differenziata spinta dei rifiuti - al contrario di quanto avviene nell’Urbe rossanese - e che invece di vedere progressivamente abbassarsi l’importo della relativa bolletta lo vede addirittura lievitare. Con gli stessi burini coriglianesi che avendo le rendite catastali dei loro immobili più alte, pagano tasse e tributi più alti dei romani rossanesi. 

 

Eppure nella giunta Stasi figurano - appunto, in qualità di “figuranti” - ben tre assessori coriglianesi. Eppure l’elezione del sindaco Stasi è stata determinata soprattutto dai coriglianesi (non era affatto scontato) e in particolare da quei coriglianesi che per primi hanno acceso la miccia dell’opportunità d’una buona politica in un’opinione pubblica che a Corigliano, allo stesso modo che a Rossano, era stanca della vecchia politica e delle cattive amministrazioni…