«Conflitto d’interessi». S’invocano le dimissioni del vicesindaco Malavolta e del consigliere di maggioranza Frasca i quali parleranno solo nella civica assise. “In conflitto” pure un consigliere d’opposizione?

 

Il livello di scontro si preannuncia durissimo. Il ring sarà la sala coriglianese del Consiglio comunale di Corigliano Rossano. Un ring che sorge su terreno… demaniale. E che vedrà fronteggiarsi la maggioranza e le opposizioni alla neonata amministrazione comunale cittadina guidata dal sindaco Flavio Stasi, uscito vittorioso dalle urne neppure due mesi fa.

«È volontà della Presidenza del Consiglio comunale, laddove necessario, fare chiarezza sulla valorizzazione dei beni patrimoniali comunali e sul ripristino del legale possesso dei terreni livellari. Per questo motivo è stata accolta la richiesta dei consiglieri della minoranza e se ne discuterà lunedì 12 agosto dalle ore 18», ha dichiarato nei giorni scorsi la presidente della civica assise Marinella Grillo. Frattanto, un comitato civico costituito qualche settimana fa da parte perlopiù di candidati non eletti nelle liste contrapposte a quelle del sindaco Stasi, di loro parenti, affini ed amici, ha presentato un esposto-denuncia a varie autorità (Procura della Repubblica di Castrovillari, Sezione regionale della Corte dei Conti, Autorità nazionale anticorruzione) ed ha pubblicamente richiesto le dimissioni d’alcuni esponenti della maggioranza coinvolti nella questione dei terreni civici. «Il comitato civico “Guglielmo Tocci” ha richiamato l’amministrazione comunale a voler verificare le incompatibilità d’assessori e consiglieri comunali in quanto ritenuti presumibilmente illegittimi possessori di terreni civici». Analoga denuncia era stata presentata presso gli stessi organi da parte dei nove consiglieri dell’opposizione consiliare. I “coinvolti” sono il vicesindaco Claudio Malavolta ed il consigliere di maggioranza Biagio Frasca (quest’ultimo nella foto d’apertura che vede in primo piano il sindaco Stasi), i cui nominativi figurano nell’elenco del terzo allegato alla Delibera n. 7 del 2017 emanata da parte della Giunta dell’ex Comune di Corigliano Calabro guidata dall’ex sindaco Giuseppe Geraci. Malavolta e Frasca sono possessori diretti d’alcune quote di terreni che risultano, invece, di proprietà comunale. Quote pare di modestissime superfici, ad ogni buon conto. Il numero due di Stasi e l’esponente della maggioranza finora non hanno parlato e pare non lo faranno prima di lunedì: s’esprimeranno, insomma, direttamente nell’aula consiliare.

 

Il vicesindaco Claudio Malavolta 

 

In situazione analoga, però, potrebbe esservi pure un consigliere dell’opposizione, non direttamente ma in modo indiretto attraverso il proprio padre, a capo dello stato di famiglia del consigliere stesso. «Pur concedendo la buona fede ai due esponenti di maggioranza riteniamo che per questioni d’opportunità politica essi debbano dimettersi dalle loro cariche al fine di chiarire le loro posizioni di potenziale incompatibilità. Lo si richiede per dare modo all’amministrazione comunale ed al sindaco Stasi d’adempiere senza conflitti ai doveri istituzionali, e tale questione deve essere affrontata senza impedimenti e con la massima trasparenza da parte di tutti, fuorchè da parte di chi ha conflitti d’interessi», insistono dal comitato “Guglielmo Tocci”.

 

La questione, più in generale, riguarda tutti quei terreni comunali d’uso agricolo ricadenti in una prassi che nell’ex Comune di Corigliano Calabro affonda le sue radici sin dalla metà dell’800, prassi ripresa nel Dopoguerra e poi divenuta quasi una consuetudine, con terreni di proprietà comunale concessi “in affitto” attraverso contratti d’enfiteusi, o cosiddetti “livellari”. Le affrancazioni - vale a dire in pratica l’acquisto degli stessi terreni condotti e sui quali perlopiù insistono gli agrumeti d’aziende agricole locali - negli ultimi decenni sarebbero state ben poche. E la delibera dell’ex giunta coriglianese retta dall’ex sindaco Geraci aveva la finalità d’approntare un piano di valorizzazione e d’alienazione, e quindi di vendita dei terreni comunali proprio attraverso l’istituto giuridico dell’affrancazione, da inserire nel bilancio di previsione dell’ex Comune coriglianese. Strada che potrebbe adesso decidere di percorrere l’amministrazione comunale di Corigliano Rossano guidata dal sindaco Stasi, anche e soprattutto per ridare qualche vigore a un bilancio comunale morente tra le pesantissime eredità delle passate e trapassate gestioni in entrambi gli ex Comuni, che se si considera l’artificio pur legale del riconoscimento dei debiti fuori bilancio, in eredità al nuovo Comune ha lasciato una vera e propria montagna debitoria. Che sfiorerebbe i 100 milioni d’euro. Sarebbero oltre 3000 gli ettari di terreno comunale ad uso agricolo. Con una mole consistente di canoni mai corrisposti e da recuperare, e che oggi dovrebbero avere valore aggiornato, more ed interessi maturati.

 

 

La questione c’è. La volontà politica ed amministrativa di mettervi finalmente e risolutivamente mano c’è pure, stando alle dichiarazioni in tal senso da parte dello stesso sindaco Stasi durante una propria recente conferenza stampa. Come c’è un’esasperata strumentalizzazione della faccenda, la stessa che porterà allo scontro sicuro su terreno demaniale maggioranza ed opposizioni, ognuno con le sue ragioni. Chi vincerà sul ring? E soprattutto, si vincerà ai punti o per kappaò mettendo al tappeto gli avversari? Lo scopriremo lunedì sera.