Così, avvolta dal gran caldo umido d’una serata d’inizio luglio, è andata in scena la prima e storica seduta del primo Consiglio comunale della città di Corigliano Rossano dallo scorso 10 giugno guidata dal sindaco Flavio Stasi. I punti all’ordine del giorno erano quelli da copione d’ogni prima seduta consiliare: elezione del presidente e del vicepresidente, giuramento del sindaco e sue comunicazioni sull’avvenuta nomina della propria Giunta e costituzione dei gruppi consiliari. E tutta la liturgia solenne dell’occasione è andata per come si prevedeva alla vigilia. Marinella Grillo eletta presidente dell’assise coi voti della maggioranza, idem il vicepresidente Mattia Salimbeni. La carica toccata a quest’ultimo, per la verità, era stata offerta alle minoranze, che, evidentemente colte impreparate, l’hanno di fatto rifiutata.

E allora Jam avant per ripetere il tormentone da campagna elettorale del consigliere delle stesse minoranze Gino Promenzio, il quale s’era però candidato per divenire sindaco. Ed è toccato infatti proprio a lui, previa richiesta, il primo intervento istituzionale della storia di Corigliano Rossano, al cospetto della momentanea presidenza dell’assise in capo alla consigliera Adelina Olivo, anch’ella espressione delle minoranze e la più votata in assoluto tra i 24 consiglieri. E chi s’aspettava l’ennesimo promenziano Jam avant è rimasto deluso, perché lo stesso ha richiesto alla maggioranza di cedere la presidenza del Consiglio comunale proprio alle minoranze «in segno di civiltà nella fondazione della nuova grande città». Richiesta rigettata dalle parole dell’immediato intervento di replica pronunciato dalla consigliera di maggioranza Maria Salimbeni, la quale ha fatto il nome di Marinella Grillo e amen.

 

 

Tutti protagonisti, ma uno più protagonista di tutti, vale a dire il sindaco Flavio Stasi quando dopo il giuramento prende la parola, come di consueto seraficamente tranquillo ma stavolta ammettendo pubblicamente d’essere un po’ emozionato, e tra l’altro dice: «Per costruire questa nuova grande città c’è bisogno della collaborazione di tutti. Dobbiamo continuare ad alimentare questo grande sogno che è la città unica e per questo ringrazio il consigliere Giuseppe Graziano che, al di là della dialettica elettorale, ha portato in Consiglio regionale la legge istitutiva della città di Corigliano Rossano. Non posso esimermi dal fare questo riconoscimento, ma ora s’apre una fase nuova, sento il peso di questa fascia e del ruolo che m’è stato affidato che svolgerò con tutta la passione e l’amore per la mia terra che ha contraddistinto da sempre la mia azione civile, sociale e politica. Chi fa, sbaglia, ma posso garantirvi che tutte le volte che ho fatto qualcosa di giusto o sbagliato, l’ho fatto solo per amore verso la mia terra e quella voglia quasi ossessiva di vederle riconosciuti i meriti, le bellezze e le grandi potenzialità che ha. Con questo spirito farò il sindaco». Applausi scroscianti alle parole del primo cittadino da parte del foltissimo pubblico presente. Poco dopo Stasi presenterà al Consiglio la propria Giunta (LEGGI QUI) nominata ed ufficializzata proprio alla vigilia della seduta, e ne parla così: «Ho scelto le persone migliori per ruolo e prospettiva: sono tutti assessori nuovi ma non per questo inesperti, e sanno bene cosa fare dal punto di vista dei contenuti e dei programmi».

 

 

Poco dopo ancora le minoranze chiedono il dibattito proprio sulla nomina della Giunta, ma s’incartano - di proposito o meno - e della Giunta non parlano affatto. Così il consigliere Giuseppe Graziano, il candidato a sindaco da Stasi pesantemente sconfitto al ballottaggio, il quale utilizza l’intervento per continuare una campagna elettorale finita da un pezzo. E parlano pure Francesco Madeo, Vincenzo Scarcello, Rosellina Madeo, Aldo Zagarese, Gennaro Scorza e Costantino Baffa. Tra le fila della maggioranza-Stasi, oltre a Maria Salimbeni, fanno sentire la loro voce pure Titti Scorza e l’eletto vicepresidente del Consiglio Mattia Salimbeni. In ultimo la dichiarata composizione dei complessivi tredici gruppi consiliari tra maggioranza e minoranza, alla maggior parte dei quali manca ancora però la dichiarata nomina dei capigruppo. Divisi esattamente in quattro (mono)gruppi i quattro consiglieri eletti in forza della candidatura a sindaco di Promenzio, quest’ultimo chiaramente compreso. Una semplicistica mossa di tattica istituzionale? Forse sì, forse no. Già, perché c’è chi da giorni sta mormorando che Promenzio, Zagarese e i due distinti Madeo siano già frazionati e bell’e che divisi. L’ex vicesindaco rossanese Zagarese s’è autocostituito come gruppo del Partito democratico. Gli altri tre ognuno per se, come Zagarese, e ciascuno con la denominazione d’una delle liste che sostenevano Promenzio a sindaco…