Di fronte agli esiti delle passate elezioni, mi sento di dire qualche parola al nostro nuovo sindaco. Flavio, ti scrivo innanzitutto per complimentarmi con te per questa tua vittoria che sento in parte anche mia, nostra. Una vittoria che è stata ottenuta con sacrificio, sincerità e lealtà. Già, la lealtà! È stata sin da subito il perno della tua posizione, la chiave che ti ha permesso di aprire le porte dei cuori cittadini e di arrivare, con maestria, a conquistare la loro fiducia. Con le tue semplici parole ci hai sempre insegnato quanto fossero belle e importanti la serietà, l’umiltá, la sincerità. Non hai mai promesso mari e monti, ma con la bontà che ti contraddistingue una promessa l’hai fatta: hai giurato che saresti stato vicino al popolo, che avresti cercato di portare avanti questo paese nei migliori dei modi al fine di innalzare il suo nome in virtù dei suoi aspetti positivi.

Sono certa che tali propositi si tramuteranno in realtà, sei calabrese e per i calabresi, si sa, la parola data è sacra e come tale va rispettata. La rispetterai, come hai rispettato il nostro essere cittadini e la nostra speranza, sempre più viva, di rialzare Corigliano Rossano. Ciò che suscita ancora di più felicità in me, è il fatto che i tuoi discorsi non siano stati ascoltati solo da gente adulta, ma da giovani ragazzi, anche minorenni (e che come tali non hanno ancora la possibilità di votare). Ciò vuol dire solo che hai fatto centro, nel cuore e poi nella mente dei tuoi concittadini. Hai fatto appassionare i giovani alla politica, un ambito dal quale molte volte ci allontaniamo o dal quale siamo costretti ad allontanarci, perché ogni uomo politico ci vorrebbe ignorante al fine di poter meglio governarci, per creare un esercito che lo segua ad ogni suo ordine, quasi come se fossimo militanti dell’esercito di Luigi XIV. Ma non siamo più a quei tempi e soprattutto il nostro ruolo non è quello di ubbidire, ma di esprimere le nostre idee e tu ce lo hai lasciato fare, senza se e senza ma, ci stai permettendo di seguire i nostri sogni, coltivando in noi la speranza di restare qui, dove il nostro cuore batte al ritmo delle onde del mare; ci hai aiutati a non sentirci obbligati di fuggire dalla nostra sabbia, dai nostri gabbiani, dal nostro profumo di casa, dalla nostra amata terra al fine di poter trovare lavoro.

 

 

Lo so, per ora sono solo discorsi ma sono sicura che riuscirai nel tuo intento e questo sarà possibile solo se anche noi cittadini collaboreremo con te per il nostro paese. Siamo diventati una squadra e come tale non può lavorare solo un membro di essa, la sinergia dovrà essere la parola d’ordine. Ora, al di fuori degli aspetti propriamente politico-elettorali, vorrei tessere i migliori elogi possibili per te, come persona, come uomo, come amico. Non ti conoscevo prima di questa esperienza ma sin da subito mi sono affezionata a te, per il tuo essere dolce e forte, sensibile e tenace allo stesso momento. Penso ai sacrifici che hai fatto finora, agli insulti gratuiti che ti sono stati gettati addosso, all’infamia di chi ti colpiva alle spalle, ma nonostante ciò sei arrivato al vertice, hai raggiunto il massimo e io non posso che essere orgogliosa di te. Il mio cuore si riempie di gioia, perché tu sei la prova tangibile che anche con l’umiltà si può raggiungere il successo

 

Vorrei usare infinite parole per descriverti in maniera ottimale, ma ogni singolo termine sarebbe riduttivo dinnanzi all’infinità del tuo essere speciale. Mi appello a ciò che sosteneva uno dei maggiori pensatori del diciannovesimo secolo, Schopenhauer: “Se davvero vuoi comprendere quanto una persona sia buona, nota come questi si comporterà con i bambini e con gli animali”. Se tale aforisma risulta essere vero, ho la certezza assoluta della tua infinita sensibilità, palesandosi dinnanzi a situazioni delicate e personali, quale la malattia di tanti bambini (come la mia sorellina), che per far fronte alle diverse cure sono costretti ad allontanarsi dal proprio paese, il cui servizio ospedaliero non offre le metodologie adatte per far fronte a tale problematica. Ti hanno definito “Uragano Stasi”, ed io non faccio che acconsentire, perchè proprio con la forza di un uragano hai spazzato via tutto ciò che non fosse stabile, hai reso al suolo le ipocrisie e le false idee di chi ti ha tanto vituperato. Io non posso far altro che dirti che ti stimo e continuerò a farlo, così come continuerò a sostenerti. Sei un rivoluzionario, una preziosa anima bella che ha messo in campo la politica, quella buona, quella vera, quella umana. Hai messo in campo il tuo cuore e noi te ne siamo infinitamente grati. In movimento, con te, per te... sempre!