Al di là della spiccia cronaca di giornata, quella che ha visto Flavio Stasi indossare la fascia tricolore ed insediarsi ufficialmente da primo sindaco della storia della neo città unica di Corigliano Rossano dopo la straripante elezione di domenica sera, dei suoi primi due giorni nelle sedi municipali «da quasi abusivo» come ha simpaticamente detto proprio ieri mattina durante la cerimonia, e delle emergenze amministrative prese di petto sin da lunedì mattina com’è già passato appunto nelle cronache, vediamo di capire un po’ i presupposti politico-amministrativi della “rivoluzione” già annunciata in campagna elettorale dallo stesso primo cittadino ed attesa dall’intera popolazione, quella largamente maggioritaria che in Flavio Stasi col proprio convinto consenso ha riposto fiducia, e quella che la propria fiducia elettorale ha inteso di non accordargliela.

«Una rivoluzione verso la normalità», come ha detto sui palchi da candidato sindaco, in una città che farla diventare “normale” , appunto, rappresenta proprio una rivoluzione. E i presupposti che con Flavio Stasi possa compiersi questa rivoluzione sembrano esserci davvero, stavolta, al contrario delle altre nelle quali la politica “vecchio stampo” di Corigliano e di Rossano l’aveva pure annunciata, interpretando per anni ed anni la sempre peggiore “normalità” cui la cittadinanza è stata assuefatta fino al doppio voto del 26 maggio e del 9 giugno scorsi, i due ultimi turni elettorali che hanno avuto come protagonista indiscusso proprio il neo sindaco Stasi. La sua prossima ed importante tappa politica sarà la formazione della propria “squadra”, vale a dire la giunta che insieme a lui e sotto le sue direttive dovrà esecutivamente realizzarla la “rivoluzione verso la normalità”. Il sindaco Stasi appare deciso, determinato a interpretare le prerogative che gli attribuisce la legge per le scelte che lui stesso riterrà le migliori per far partire, crescere e maturare i buoni germi d’una “rivoluzione verso la normalità” che deve coinvolgere necessariamente anche i quasi 80 mila cittadini di Corigliano Rossano, e che, una volta concretizzata, realizzata, pienamente compiuta, potrebbe rappresentare il punto di partenza vero per la realizzazione d’una città che dovrebbe naturalmente aspirare alle più grandi ambizioni di “centro di gravità” per il grande comprensorio jonico sibarita e non solo e soltanto per esso. Un obiettivo, quest’ultimo, che affascina assai il sindaco Stasi, il quale l’ha ribadito più volte nelle sue affollatissime piazze di queste ultime settimane.

 

Lex commissario straordinario del Comune Domenico Bagnato aiuta il neo sindaco a indossare la fascia 

 

Perciò il primo cittadino sembra essere deciso a percorrere una via del “fare” per lui “impeccabile” sin dai primi passaggi cruciali, e la formazione dell’esecutivo è quello cruciale per antonomasia. Il criterio o i criteri che lo condurranno a scegliere ed a nominare i propri assessori, il sindaco Stasi certamente li parteciperà ai rappresentanti delle liste e dei gruppi politici che l’hanno sostenuto durante la campagna elettorale, e che, insieme a lui ed attraverso di lui, hanno conquistato la maggioranza del Consiglio comunale con 15 eletti: «La mia sarà una giunta politica e competente», sta ripetendo il neo sindaco a quanti a più riprese gli stanno rivolgendo la domanda. E questa, benché sia una dichiarazione di spiccia cronaca di questi primi tre giorni, significa un serio intendimento da parte di chi vuole incarnarla con la massima autorevolezza la carica di sindaco attribuitagli da ben tre quarti della popolazione di Corigliano Rossano che domenica gli hanno espresso fiducia col voto.