Riceviamo e pubblichiamo: «Salve sono un comune cittadino di Corigliano Rossano che ha fatto voto disgiunto ed avrei alcune domande da porre alla gente:

1) I candidati nelle liste del signor Graziano non sono sempre le stesse persone che da anni governano Rossano, portandola con l’erba ai primi piani e con i topi per strada?

2) Come mai il Palazzetto dello Sport vicino ai Vigili del Fuoco, che è costato svariati milioni di euro, è stato dato in affitto per 1000 euro?

3) Chi c’è dietro le attività commerciali al mare, gelateria, pizzeria eccetera? Mi riferisco a quelli vicino all’Anfiteatro di Sant’Angelo. Come sono stati assegnati i locali?

Vedete, signor Graziano, questo modo di far politica che lei ha scelto facendo queste conferenze stampa, lasciano il tempo che trovano, questo modo di argomentare, non migliora certo la sua campagna politica, e devo dire che sta scendendo a un livello molto basso. Io non sono legato a Flavio Stasi, ma non creda che noi cittadini fino ad oggi siamo stati in America o sulla Luna. Conosciamo tutti i personaggi candidati nelle sue liste, e conosciamo i loro “curriculum” e le loro appartenenze politiche. Ma a noi non interessa, noi la nostra protesta verso di lei e verso i suoi candidati, sa come e quando la faremo? Il 9 giugno, nella cabina elettorale. Le daremo dimostrazione di come siamo in grado di distinguere il bene dal male, e non ce lo deve dire certo lei qual è il bene e qual è il male, gliel’abbiamo già dimostrato al primo turno delle votazioni, non siamo scemi! Ve ne siete accorti che non siamo scemi? Se non ve ne siete accorti ve lo ribadiremo il 9 giugno! Siamo stanchi! 

 

Vogliamo avere anche noi la possibilità di partecipare ad un bando, di aprire un lido, di aggiudicarci magari la gestione di un palazzetto dello sport oppure di un semplice campo da calcetto. Io che sono un ragazzo che ha voglia di fare imprenditoria, ma per farla non posso essere penalizzato, perché mi costringete ad aprire il bar a contrada Donnanna, e poi altri aprono le attività sul lungomare. Siamo stanchi, e al ballottaggio ve lo ribadiremo, sparite!»

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