Spesso siamo alle prese con le dirette Facebook del ministro Matteo Salvini, che si rivolge direttamente ai cittadini con linguaggio popolano spiegando quali sono le problematiche della nazione e le possibili soluzioni. Salvini parla, ma a Corigliano Rossano c’è qualcuno che con le sue dirette lascia di sasso i cittadini. La gente fa il passaparola: “Chissa che dirà stasera? Chissa chi attaccherà?”. Stiamo parlando di Domenico Piattello (nella foto, insieme al ministro Salvini), il quale con le sue dirette Facebook fa tremare la politica, ed in questo delicato momento di competizione elettorale le sue parole sono “coltellate” a chi ha scheletri nell’armadio. Domenico Piattello ha pubblicamente rinunciato alla sua candidatura - il suo nome è presente in una delle liste per il Consiglio comunale a sostegno del candidato sindaco Giuseppe Graziano - e l’ha fatto proprio con una diretta Facebook in cui ha cominciato ad attaccare la lista “Lega Salvini Calabria”, lista che appoggia lo stesso Graziano e che rispecchia il quadro della situazione politica di Corigliano Rossano e della coalizione di Graziano, con gruppi di coriglianesi e rossanesi che, dice Piattello, solo per compromessi sono riusciti a formarla.

Domenico Piattello, conclamato come sostenitore della politica salviniana, in diretta Facebook ha attaccato la lista della Lega perché il direttivo coriglianese con a capo Salvatore Rigido, a parere dell’ex candidato a consigliere, avrebbe preferito inserire nella lista una cittadina straniera comunitaria anzichè lui, poi costretto a candidarsi in una lista civica. Piattello ha sventolato pubblicamente il proprio certificato penale, evidenziando l’assenza di pregiudizi penali, accusando il direttivo coriglianese di aver violato il pensiero politico della Lega che Matteo Salvini ha usato come propria propaganda elettorale, ossia lo slogan “Prima gli italiani”.

 

 

Ma come mai Salvatore Rigido nella sua qualità di coordinatore dei salviniani coriglianesi ha preso questa decisione contrastante con le politiche leghiste? È una domanda la cui risposta è un’altra domanda: chi c’e dietro la ragazza straniera? Salvatore Rigido avrebbe fatto bene i suoi conti ed avrebbe capito che inserendo lei al posto di Piattello avrebbe ottenuto maggiori consensi, dato che alle spalle vi sarebbero personaggi della vecchia politica già artefici del disastro amministrativo dell’ex Comune di Corigliano. Salvatore Rigido, secondo Piattello, ha dimenticato la politica di Salvini di cui ha utilizzato il simbolo.

 

Piattello, noto per le tante volte in cui è stato candidato a sindaco di Corigliano ed alla Provincia di Cosenza, a causa di questa preferenza espressa dal direttivo leghista è stato emarginato in una lista civica di appendice, priva dei colori politici di cui lo stesso Piattello ha sempre sostenuto gli ideali. Col massimo rispetto verso la cittadina straniera in questione, ha detto Piattello in diretta Facebook, cosa ne può sapere dei problemi della nuova città di Corigliano Rossano una ragazza che non è radicalmente inserita in città. Domenico Piattello ha dunque denunciato la scorrettezza politica che avrebbe subito dal suo partito che pur di racimolare qualche voto in più avrebbe violato i propri ideali e la propria etica. Secondo Piattello a Corigliano Rossano vi è un popolo di pecore che segue chi gli promette soltanto delle briciole, insistendo che il cittadino deve svegliarsi e non nutrirsi degli avanzi dei politici, ma della propria dignità, che non riempirà certo le tasche ma che potrà permettere ai padri e alle madri di guardare negli occhi i loro figli, perché sono loro i beneficiari della politica corretta.