Ancora una volta, una notizia di AltrePagine, evidentemente non gradita benché come di consueto data nella sua essenza di notizia e nella più assoluta continenza, apre un casus belli. Nell’ambito d’una campagna elettorale è del tutto normale, e ci stupiamo che tra coloro che si stupiscono via sia pure qualche nostro caro amico che proprio dalla barricata scomoda e bersagliata in molti “dove” del cronista, di campagne elettorali ne ha viste, sentite, vissute e raccontate per anni ed anni. Perché nell’ambito de “La bellezza e le regole”, lista civica che sostiene il candidato a sindaco di Corigliano Rossano Gino Promenzio per le elezioni comunali del prossimo 26 maggio, com’è noto a molti, abbiamo qualche caro amico.

«È un casellario giudiziale non illibato che scatena lo sdegno del caso» ci scrivono da “La bellezza e le regole” in una nota. 

 

Chi s’è sdegnato? Noi no di certo

 

«I candidati provengono dalla società civile e rassicurano circa la loro onestà. Sabato 27 aprile la lista viene presentata. Per i casellari c’è tempo fino a quattordici giorni prima della data del voto. Non siamo né poliziotti né giudici: crediamo nella parola della gente. Finché arrivano gli stessi casellari: la maggior parte di essi giunge proprio in queste ore. Se qualcuno dei candidati ha pendenze di cui non ci ha detto nulla prima, non possiamo che prenderne le distanze. La signora Grazia Caputo e il signor Massimo De Rosa, hanno prodotto un casellario positivo e quindi non li consideriamo più candidati de “La bellezza e le regole”». Perfetto. Oddìo: mica tanto. Troppo semplicistico. 

 

Già, perché la necessità d’approfondire i profili di quanti decidono di partecipare alle elezioni candidandosi a ricoprire funzioni pubbliche, è proprio in capo a chi ha in carico la responsabilità di guida e direzione delle organizzazioni politiche che li propongono. Diversamente, viene meno una funzione politica. Che a chi guida e dirige “La bellezza e le regole” è venuta meno. Forse sfuggita di mano. Forse per la fretta di dover e/o voler completare e “chiudere” una lista di nomi che a fronte d’un certo battage attivo soprattutto su Facebook all’osservatore politico prim’ancora che al cronista appare del tutto improvvisata.

 

Non si spiegherebbe altrimenti cosa ci facciano al suo interno la signora Caputo ed il signor De Rosa, i quali restano comunque candidati benché abiurati da chi guida e dirige “La bellezza e le regole” e dai restanti candidati nella stessa lista perché non aderenti ai canoni della “bellezza” e delle “regole”. «A nessuno permettiamo di insinuare alcunché circa la nostra buonafede e onestà. E tanto vale, doppiamente, per il nostro candidato a sindaco Gino Promenzio, tra l’altro oggetto di lettere anonime e minatorie oltrechè dal contenuto infamante, farneticante e vigliacco, che mirano a limitare (infangando) la chiara forza politico-elettorale».

 

Chi ha insinuato? Noi no di certo. Crediamo, infatti, tanto alla buonafede quanto all’onestà degli amici de “La bellezza e le regole”. Altrimenti nostri amici non sarebbero né mai potrebbero diventarli ed esserli.

 

Spiace, ma non ci stupisce né crediamo debba stupire chicchessìa e in particolare gli attori politici, di dover vedere, sentire, vivere e raccontare l’ennesima campagna elettorale nella quale s’incuneano fenomeni di sciacallaggio che vanno respinti da chiunque a Corigliano Rossano abbia un nome, un cognome ed un volto coi quali esprime le proprie opinioni politiche pure con le tonalità più forti, quando s’arriva a sciacallare finanche sulle notizie date da un giornale e da un giornalista.

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