Primo caso a Corigliano Rossano di cambio sesso, da uomo a donna: un risultato importante nella sfera della difesa dei diritti civili che il Tribunale di Castrovillari e la legge riconoscono. In accoglimento del ricorso presentato dagli avvocati Pasquale e Simona Di Iacovo, nella sentenza depositata proprio nella giornata odierna si legge:

«Il Tribunale, in accoglimento della domanda di A.G.: a) autorizza il medesimo all’effettuazione dell’intervento di riassegnazione chirurgica; b) ordina all’Ufficiale dello stato civile del Comune di Corigliano Rossano di rettificare il sesso del predetto da maschile a femminile, assegnando al medesimo il nome di G.».

 

Durante il dibattimento, in questi mesi, il ventisettenne coriglianese A.G. ha raccontato la sua vita dall’infanzia e dei cambiamenti che sentiva e viveva. Si legge in sentenza che «a dispetto del suo sesso maschile, si è sempre identificato col sesso femminile». In buona sostanza sin da piccolo aveva avvertito il cambiamento e, nonostante la società non fosse avvezza a tale cambiamento sociale, il ragazzo non s’era mai sottratto a non riconoscere la propria diversità ed a combattere per un proprio giusto riconoscimento sociale e giuridico. Davanti al giudice, infatti, il giovane aveva dichiarato di non avere mai avuto remore a presentarsi, in qualsiasi ambiente sociale, col nome femminile, a tenere comportamenti ed atteggiamenti da femmina, ad indossare abbigliamento femminile, di presentare una forte e determinata permanente identificazione col genere femminile rispetto a cui la connotazione maschile ostacolava il completamento della realizzazione della propria personalità. 

 

Il giovane aveva deciso d’affrontare da solo la propria battaglia legale per vivere la sua vita in moto dignitoso e soprattutto felice. Raggiunta la maggiore età, aveva lasciato la casa e la famiglia, dove non era accolto per quello che il suo corpo e la sua mente esprimevano. Da alcuni anni in qua ha avviato un trattamento ormonale ed intende sottoporsi ad intervento chirurgico per adeguare i propri caratteri sessuali (genitali e mammari) a quelli femminili ed intende assumere il nome femminile di G. Alla giovane oggi finalmente riconosciuta dalla legge e dallo Stato italiano, a tutti gli effetti, come cittadina di sesso femminile, mancava questo passaggio fondamentale per vivere la propria vita: diritto conquistato. Scrive infatti in sentenza il Tribunale che «A.G. ha presentato una relazione medico-legale che certifica un disturbo dell’identità di genere o transessualismo per il quale è espressamente prevista l’indicazione dell’intervento di riassegnazione chirurgica».

 

Una conquista civile e sociale per tutti quelli che come G. vogliono e desiderano vivere la loro vita senza doversi nascondere. Ed oggi pure il Tribunale di Castrovillari ha fatto un passo in avanti riconoscendogli il nuovo status.