Egregio candidato sindaco Gino Promenzio, so che stamane ti sei recato in caserma dai carabinieri per formalizzare una “diffida” nei miei confronti. Sai: avevo messo in conto magari una querela, che magari un giorno… E sai perché? Perché sei perfettamente uguale ad altri politicanti che sull’orlo d’una crisi di nervi decidono di rispondere in un modo assolutamente non più originale, lasciatelo dire, alle notizie d’un giornale e d’un giornalista che male interpreti come “attacchi” personali di presunto carattere diffamatorio. Allora - onde evitare di male interpretare anch’io - pubblicamente ti domando: la tua è una minaccia avente l’obiettivo d’impedirmi di svolgere il mio lavoro? Fosse così, avresti sbagliato indirizzo.

Ricordi quante volte, Promenzio, negli ultimi vent’anni e da stretti amici d’ancor più lontana data tu ed io abbiamo commentato le querele di certi tuoi colleghi nei miei confronti? Io li ricordo perfettamente i tuoi commenti… 

 

Purtuttavia comprendo che nella commedia della tua arte ora stai interpretando proprio la parte che t’ha portato dall’altra parte, dalla stessa parte di quelli lì, quei certi tuoi colleghi. Identici a te, e che a fronte delle tante “pagliette” politiche che fate (da noi si dice così) troppo spesso non riuscite a trovare i dialettici argomenti per smentire, smontare, rintuzzare e correggere magari le notizie che non vi sono gradite. Quel genere di notizie che fino a qualche mese fa scialavi nel leggerle e subito dopo m’inviavi il messaggino di commento o mi telefonavi per commentarle in viva voce.

 

Ad ogni modo l’occasione m’è ben gradita per formularti il mio augurio per una tua buona campagna elettorale, che AltrePagine ed io continueremo ossequiosamente a seguire.