Campagna elettorale fatta dalle solite promesse, slogan terra terra e senza l’apporto della classe dirigente cittadina 

 

Sarà forse perché ancora proprio “nel vivo” non v’è entrata, ma la campagna elettorale per dare alla neonata città di Corigliano Rossano il suo primo Sindaco ed il suo primo Consiglio comunale è cominciata e sta procedendo senz’alcun filo logico che non sia la sola (e la solita) propaganda a buon mercato buona per ogni campagna elettorale, con candidati a sindaco poveri d’argomenti seri ma prodighi di semplicistici slogan e con una gran massa di nani e ballerine che si propongono agli altri cittadini elettori per essere eletti consiglieri comunali, nella gran parte dei casi privi dei “fondamentali” della politica e, di conseguenza, anche della sola idea dell’amministrazione comunale d’una città di quasi 80 mila abitanti. Nel siffatto contesto pullulano confusione e contraddizione e nel “civismo” di facciata - e cinismo effettivo - s’invertono le già note appartenenze politiche di ciascuno e di chiunque.

Per esempio: come non rilevare lo smacco dato nei giorni scorsi da Giuseppe Graziano, il cosiddetto “generale” ex di Forza Italia ed aspirante “Sindaco che unisce”, a quel Gino Promenzio ex dirigente del Partito democratico e candidato a sindaco di “Civico e popolare”? Graziano parte da Corigliano Rossano, s’allunga di qualche chilometro, arriva a Catanzaro nella “Cittadella” del governo regionale e da lì torna con 7 milioni d’euro “in saccoccia”, rassicurando i cittadini d’avere ottenuto i fondi necessari al rifacimento d’una rete idrica da anni ed anni colabrodo in vaste aree della città. Eppure alla “Cittadella” regionale v’abitano gli amici (un tempo compagni) di Promenzio, il presidente Mario Oliverio e il suo fedelissimo Franco Pacenza, quest’ultimo molto meno fedele a Corigliano Rossano i cui elettori ne hanno fatto la sua antica ed attuale fortuna rimanendo col sedere assai rotto e senza neppure l’ombra d’una ciliegia, magari quella del famigerato e al contempo fantomatico nuovo ospedale della Sibaritide, quello che chissà quando dovrebbe sorgere proprio a Corigliano Rossano mentre già da anni i presidi ospedalieri “Guido Compagna” e “Nicola Giannettasio” presidiano soltanto al progressivo e costante svuotamento di servizi, strutture e personale al loro interno.

 

Gino Promenzio

 

Lo dice pure la giovane Pamela De Patto del movimento “Corigliano Vive” che sostiene la candidatura di Promenzio, ma evidentemente non i suoi potenti amici che sostengono il medico oggi aspirante sindaco: «La domanda che ci sorge spontanea è cosa stanno facendo a tal proposito il signor Pacenza e il presidente Oliverio? Perché non fanno nulla per migliorare le condizioni dei nostri ospedali? E i futuri sindaci candidati alla città dove sono? Prima di pensare alle grandi convention utili a raccogliere consensi elettorali si dovrebbero adoperare e difendere i diritti per la salute dei cittadini e a garantire le giuste cure in nome della giustizia sociale e dell’uguaglianza. Aspettiamo risposte serie e concrete anche perché se non si prendono posizioni altro che la terza città della Calabria qui resteremo senza nemmeno un ospedale»

 

Già. Ma il “generale” Graziano ha già ingranato la quinta marcia, almeno quella delle parole: «Una bretella stradale a quattro corsie per Corigliano-Rossano. È questa una delle priorità in testa alle dotazioni strutturali e di servizio che dovranno essere garantite alla terza città più grande della Calabria. Il processo di fusione ha mutato le esigenze del territorio jonico sibarita che non solo auspica di trovare compattezza e autorevolezza attorno ad una realtà urbana imponente ma spera che dalla unione di queste due città si possa creare finalmente nuova economia. Ma lo sviluppo deve essere supportato e per camminare ha bisogno di nuove infrastrutture. Ecco perché una delle prime azioni prioritarie del prossimo governo della città sarà quello di avviare immediatamente gli opportuni contatti istituzionali per riportare sui tavoli di Anas il progetto di ammodernamento della Statale 106 per i Megalotti 8 e 9 (Sibari-Crotone) con particolare riferimento ed effettiva urgenza a quel che riguarda la pianificazione dei lavori di raddoppio nel tratto Sibari-Corigliano-Rossano».

 

Giuseppe Graziano il “generale”

 

Di rimando, Promenzio organizza due convegni nei quali le “pagliette” - come si dice a queste latitudini - si sprecano: uno sull’emergenza lavoro nel Mezzogiorno d’Italia, l’altro con annessi canti, tarallucci e vino a volontà (foto in alto) sul presunto compatto sostegno da parte della folta minoranza-comunità Arbëreshë che risiede in città alla sua candidatura a sindaco. Un aspetto culturale, quest’ultimo, d’accordo: ma quale dovrebbe essere il valore aggiunto dell’essere d’origini arbëreshë rispetto alla gestione della nuova, bella e grande città che in uno dei suoi slogan Promenzio già vede? 

 

Quello che manca ancora in questa campagna elettorale è il ruolo della vera classe dirigente di Corigliano Rossano. Che, del tutto assente dall’una e dall’altra parte, oggi più d’ogni altro tempo ha l’obbligo morale di sollecitare i candidati a sindaco perché aprano l’agenda dei loro argomenti e lo facciano in modo serio. E quello dell’allarmante situazione sanitaria, per fermarci ad un solo esempio, è tra quelli di gran lunga più seri…