Entrambi indagati di turbativa d’asta, minacce ed estorsione

 

S’è conclusa positivamente, per il momento, soltanto per l’imprenditore coriglianese Vincenzo Cosimo Feraco detto “Enzo”, di 50 anni, la vicenda giudiziaria che lo scorso 23 marzo era sfociata nel suo arresto da parte della guardia di finanza unitamente ad un altro imprenditore coriglianese, Luigi Caputo, di 56 anni, per i pretesi reati di turbativa d’asta e tentata estorsione in danno d’un terzo imprenditore anch’egli del luogo. Le indagini erano state avviate a seguito della denuncia di quest’ultimo che aveva esposto agli organi inquirenti una serie di pressioni, anche di natura intimidatoria, che aveva ricevuto da più soggetti, al fine d’allontanarlo dalla partecipazione ad una procedura di vendita all’asta giudiziaria, presso il Tribunale di Castrovillari, d’un capannone nella zona industriale coriglianese che era appartenuto alla famiglia di Caputo.

Entrambi avevano presentato ricorso al Tribunale del Riesame di Catanzaro (foto), che all’esito dell’udienza tenutasi lo scorso 4 marzo ha confermato la misura cautelare degli arresti domiciliari soltanto per Caputo, difeso dagli avvocati Giovanni Cimino del foro di Castrovillari e Mario Angelelli del foro di Roma. Sorte completamente diversa ha invece avuto il ricorso di “Enzo” Feraco, il quale è stato rimesso in libertà in conseguenza del completo annullamento della stessa misura cautelare degli arresti domiciliari pronunciato in accoglimento del ricorso presentato dagli avvocati Pasquale Di Iacovo e Gianfranco Chiarelli del foro di Castrovillari.

 

L’avvocato Pasquale Di Iacovo

 

Secondo il penalista Di Iacovo «sia i giudici del Tribunale di Castrovillari che quelli di Catanzaro hanno applicato correttamente la legge: purtroppo l’equivoco sulla posizione di Feraco s’è verificato a causa del nostro ormai obsoleto sistema legislativo, che ancora prevede l’arresto dei cittadini in attesa d’un processo e senza che l’arrestato venga interrogato prima d’essere privato della libertà personale. Nella vicenda del signor Feraco, infatti, sono stati molto preziosi i chiarimenti che l’indagato, successivamente all’esecuzione dell’arresto, aveva fornito durante l’interrogatorio cui era stato sottoposto in presenza dei difensori. Auspichiamo che il Parlamento intervenga per modificare il codice processuale perché non è più accettabile in uno stato di diritto che un cittadino venga chiamato a rendere l’interrogatorio per fornire la propria versione dei fatti soltanto dopo che nei suoi confronti è stato già eseguito un ordine d’arresto: sarebbe infatti molto più ragionevole e garantista interrogare l’indagato subito dopo l’emissione del provvedimento cautelare da parte del giudice, ma ancor prima che gli vengano strette le manette ai polsi».

LEGGI ANCHE

Corigliano Rossano | Estorsione, minacce e turbativa d’asta: gl’imprenditori Caputo e Feraco davanti al giudice

 

Corigliano Rossano | Arrestati gl’imprenditori Caputo e Feraco

 

Corigliano Rossano | Estorsione e turbativa d’asta: due imprenditori ai domiciliari