Emergono nuovi contorni ed assai inquietanti sul fatto di cronaca registratosi stamane allo Scalo coriglianese di Corigliano Rossano, pare per motivi di natura passionale e di gelosia. Quando il 37enne del luogo Pier Placonà è stato vittima d’una brutale aggressione da parte del pregiudicato 39enne anch’egli del posto Maurizio Russo (il suo cognome fino a poco tempo fa era Pacino) detto “Matassa”, consumato forse con una spranga che ha colpito più volte alla testa la vittima. Placonà è ricoverato nel presidio ospedaliero cittadino “Guido Compagna” (foto) con ben 52 punti di sutura alla testa, una serie di costole rotte ed una prognosi di 25 giorni per la guarigione stabilita dai medici che l’hanno in cura.

Prognosi che non ha consentito al magistrato di turno in Procura a Castrovillari di poter incriminare Russo per tentato omicidio ed ordinare ai carabinieri d’arrestarlo. L’accusa nei confronti dell’aggressore è infatti quella di lesioni gravi.

 

Dalle notizie che emergono, sembra che stamane Placonà sia rimasto vittima d’una vera e propria imboscata, che avrebbe potuto costargli davvero la vita. Il 37enne sarebbe stato attirato in un tranello. Una donna avrebbe fatto da esca perché egli si recasse in quel garage dov’è stato aggredito da Russo. E forse non soltanto da lui. Pare, infatti, che all’interno del garage vi fossero pure altri due soggetti, due sconosciuti. Ma v’è di più: quando il ferito stramazzava già a terra sanguinante, lo stesso avrebbe visto uno dei tre nell’atto di caricare una pistola. L’intero presunto terzetto si sarebbe però dato alla fuga pensando che Placonà fosse morto per le percosse ed i colpi contundenti ricevuti.

 

Russo, denunciato dalla vittima dal letto dell’ospedale ai carabinieri che l’hanno brevemente interrogato dopo essere stati allertati dai medici del Pronto soccorso, poco dopo le 13 è stato rintracciato e condotto in caserma per essere sentito. Resta a piede libero.

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