Lidia Sciarrotta esclusa. “Spinta” dai parlamentari Abate e Sapia, avrebbe creato imbarazzo al presidente della Commissione Antimafia

 

Con ogni probabilità pochi “intimi” a Corigliano Rossano sanno che il prossimo 26 maggio la città avrebbe potuto “piazzare” addirittura una parlamentare europea del Movimento 5 Stelle e sommarla ai quattro parlamentari nazionali eletti il 4 marzo d’un anno fa sotto l’insegna dello stesso movimento fondato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. Già: avrebbe. Sì, perché la candidatura dell’aspirante europarlamentare in questione è stata addirittura “bloccata” all’interno della famigerata piattaforma Rousseau sulla quale gl’iscritti al movimento grillino come di consueto sono stati chiamati ad esprimersi, col loro voto, sulle proposte di candidature per ogni tipo d’elezione. Com’è noto, infatti, le cosiddette “parlamentarie” - le primarie del M5S - si sono regolarmente tenute nei giorni scorsi, ma quegli attivisti di Corigliano Rossano che erano a conoscenza della proposta di candidatura della loro collega e concittadina, non senza sorpresa, al momento del voto, quel nome che già da giorni campeggiava sulle pagine della piattaforma Rousseau non l’hanno più trovato. Cancellato. Bloccato.

Nessun “errore di sistema” a quanto pare, bensì una precisa scelta d’opportunità politica da parte dei vertici nazionali del M5S. Sì, perché la presenza di quel nome avrebbe imbarazzato i pentastellati, già imbarazzati nelle ultime settimane da vicende giudiziarie che hanno coinvolto più di qualche importante esponente su e giù per l’Italia e verso i quali è stata ritenuta necessaria una certa determinazione da parte dei vertici nazionali stessi. Lidia Sciarrotta, 33 anni, coriglianese e brillante laureata in Scienze politiche e Relazioni internazionali, lei non è affatto coinvolta in alcuna vicenda giudiziaria o in altri fatti poco edificanti. Però la mannaia s’è abbattuta sulla sua testa impedendole la partecipazione al voto, vale a dire ad essere votata dagli altri attivisti sulla piattaforma Rousseau.

 

ecco la pagina di Lidia Sciarrotta, poi rimossa, sulla piattaforma Rousseau

 

Un prezzo caro e amaro, che Lidia Sciarrotta suo malgrado paga per essere componente d’una famiglia molto più che soltanto “chiacchierata”, con alcuni suoi stretti congiunti notissimi alla giustizia per i loro trascorsi giudiziari. Lidia Sciarrotta è infatti la nipote dell’imprenditore coriglianese Giuseppe Russo meglio noto come ‘U mussuto, negli anni scorsi condannato per associazione a delinquere di stampo mafioso, usura ed altro e coinvolto in diverse altre vicende giudiziarie con beni immobili a lui riconducibili confiscati dallo Stato, ed è figlia di Antonio Sciarrotta, coinvolto in alcune vicende dello stesso Russo, suo suocero, ed insieme a lui condannato. Nonno e padre dell’aspirante eurodeputata hanno scontato diversi anni di carcere. Quasi uno scherzo del destino quello della figlia Lidia, perché Antonio Sciarrotta nei primi anni Novanta fu candidato proprio alle elezioni europee - lui sì, pur senza successo - col Partito della Rifondazione comunista di cui al tempo era il segretario locale. La moglie e madre di Lidia, Gaetana Russo, ha invece ricoperto la carica di consigliera comunale nell’ex Comune di Corigliano Calabro, sempre per Rifondazione comunista, tra il 2006 e il 2008.

 

La forte spinta di sollecitazione a Lidia Sciarrotta per proporre la propria candidatura sulla Rousseau pare sia partita dalla senatrice coriglianese a 5 Stelle Rosa Silvana Abate, “sposata” con convinzione pure dal deputato coriglianese Francesco “Ciccio” Sapia e a ruota da tutti gli attivisti del Meetup coriglianese che l’avrebbero votata e sponsorizzata per farla votare da numerosi altri attivisti di Corigliano Rossano, d’altre realtà della provincia di Cosenza e d’altre ancora, calabresi e magari non solo della Calabria. Una candidatura che però avrebbe rischiato di mettere in fortissimo imbarazzo un parlamentare ben più importante della senatrice Abate e del deputato Sapia, vale a dire il senatore di Cosenza Nicola Morra il quale oggi ricopre la carica di presidente della Commissione bicamerale Antimafia. E insieme a quest’ultimo l’intera compagine parlamentare e di governo del M5S proprio nel momento della prova del nove del Governo nazionale presieduto da Giuseppe Conte che vede alleati il M5S e la Lega. La prova del nove delle elezioni europee, appunto. Vietato sbagliare, dunque. E per non sbagliare, abortire sul nascere certi imbarazzanti imbarazzi…

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