Le parole diventano pietre, quando vi sono dei sospetti. E i sospetti li esprime il numero uno in Calabria della Cgil, la Confederazione generale italiana del lavoro, il primo sindacato rappresentativo dei lavoratori nella nostra regione, Angelo Sposato (foto), il quale è di Corigliano Rossano, la terza città della regione per numero d’abitanti che il 26 maggio prossimo insieme a tanti altri Comuni calabresi andrà al voto.

Sposato palesa sospetti d’inflitrazioni di ‘ndrangheta nelle liste elettorali, pur senza fare riferimento ad alcuna realtà territoriale, ma è evidente che la realtà verso la quale il segretario regionale della Cgil guarda con maggiore attenzione è proprio la città dove da sempre vive e risiede, Corigliano Rossano appunto.

 

Scrive Sposato su Facebook: «Il rischio che nelle prossime elezioni amministrative in Calabria sotto il civismo si possano costruire strane alleanze, tali da rendere le amministrazioni future a rischio di scioglimento per infiltrazioni mafiose è elevato. Auspichiamo che i partiti e i candidati a Sindaco, siano garanti della prima infrastruttura necessaria che è quella della legalità e della lotta alla ‘ndrangheta, soprattutto in quelle realtà che hanno già subito lo scioglimento per infiltrazioni mafiose».

 

E l’ex Comune di Corigliano Calabro - oggi la “metà” della nuova grande città unica con l’ex Comune di Rossano - ha proprio questo tipo di precedente e neppure tanto datato: nel 2011 venne infatti sciolto per infiltrazioni da parte della locale organizzazione di di ‘ndrangheta…