Qualche candidato sindaco di Corigliano Rossano oramai da qualche settimana ci ha abituati alle foto dai sorrisi Durbans con gli scontatissimi virgolettati di numerosi Laqualunque coriglianrossanesi che stanno scendendo in campo nelle sue liste. Pure Miriam è una ragazza qualunque di Corigliano Rossano: il suo pensiero, molto più umilmente di tant’altri l’ha affidato a un post su Facebook, qualche giorno fa. E da quel giorno lo stanno condividendo in tantissimi e sta facendo il giro tra i profili social dei coriglianesi e dei rossanesi. Perché, oltre a comunicare il proprio sostegno a un candidato sindaco, Miriam esprime con estrema semplicità dei concetti intelligentissimi, e le cose semplici d’una campagna elettorale sono le più belle. Non aggiungiamo altro e ve lo proponiamo integralmente:

«Una domenica come tante a Schiavonea mi sono ritrovata con Flavio Stasi ed alcuni amici a prendere un caffè. Ci siamo confrontati su alcune problematiche di questa nuova città, ma soprattutto mi ha detto che non si è mai troppo piccoli per fare cose grandi. Non ero più solo al tavolo insieme a lui, quella frase mi ha fatto capire che potevo essere con lui, fianco a fianco insieme al suo movimento. La parola “insieme” per chi come me viene spesso etichettata come “straniera” nonostante nata e cresciuta in Italia, marinara, è davvero una parola assai preziosa. Così ho deciso di candidarmi nella Coaqlizio0ne civica per Flavio Stasi sindaco. Adesso non urlo più da sola il mio bisogno di giustizia, di bellezza, di speranza. Adesso siamo insieme, e quando si urla tutti insieme si sa: si fa più rumore, si svegliano le coscienze, si riceve maggiore attenzione. Insieme vogliamo vivere in un posto migliore, la mia Schiavonea, la mia Corigliano Rossano: un posto dove i nostri figli, fratelli, genitori e nonni si possano trovare a loro agio, una città per tutti, dove ciascuno da il proprio contributo secondo le proprie possibilità e le proprie capacità. Vedo molti miei concittadini rassegnati, senza più la forza o la voglia di lottare per cambiare. Vedo ragazzi come me sognare di andare via, andare al Nord per un lavoro dignitoso. Una sfiducia e una rassegnazione diffusa, a causa di politici spesso animati di buoni propositi in campagna elettorale, e poi assai deludenti alla prova dei fatti. Spero vivamente di riuscire a riaccendere quella speranza in tutti i miei concittadini, nei miei coetanei: voglio che le cose cambino per loro, per tutti, perché io in questo posto voglio restare.

 

Il candidato sindaco Flavio Stasi

 

Prima di iniziare questo percorso avevo tanta paura, paura del giudizio per il mio essere di origine marocchina. Sono arrivata qui 18 anni fa con mia madre, avevo 3 settimane: una neonata appena uscita dell’ospedale che intraprende un viaggio, un viaggio che ancora oggi io chiamo il viaggio della felicità. Mio padre invece è qui da 30 anni: si è fermato qui perché le persone, il posto, gli hanno dato un senso di casa. L’Italia non ci ha dato solo una casa, ma un futuro. Dopo 30 anni questa è casa mia e non permetto a nessuno di dire che non lo è: la casa è di chi la ama. Mio padre non è venuto in Italia per rubare niente a nessuno, voleva solo un futuro migliore per la nostra famiglia: non era uno straniero, ma solo un buon padre. Lui mi ha insegnato a non accontentarmi, perché chi si accontenta non gode, ma muore. Così io oggi posso dire a voi che dobbiamo volere e pretendere di più da chi ci governerà dopo il 26 maggio. L’età non fa la maturità e non fa l’esperienza: ci vuole coraggio e amare il proprio territorio… e questo me lo ha insegnato Flavio. Gli amici mi chiamano Miriam, chi mi conosce bene Meryem, per chi non mi conosce eccomi, con fierezza sono la figlia di Mustafa».