La vera classe dirigente cittadina stavolta ha l’obbligo morale d’impedire un assemblaggio di peones in Consiglio comunale

 

Solo gli osservatori poco attenti, o disattenti, o canonici, parlano - e soprattutto scrivono - d’una campagna elettorale improntata sul cosiddetto fair play. Che, tradotto dall’esterofilo linguaggio sportivo significa improntata sulla correttezza tra i candidati alla carica di primo sindaco di Corigliano Rossano, la nuova grande città nata dalla fusione delle due distinte e soppresse municipalità coriglianese e rossanese. E quello che gli altri giornali non dicono ve lo racconta, come sempre, AltrePagine. Già: altrimenti che AltrePagine sarebbero?

Nessuno dice, per esempio, che tra due candidati v’è una corsa, ad ostacoli, finalizzata a piazzare il maggior numero possibile di liste a proprio sostegno entro i prossimi poco più di venti giorni, quando le liste, appunto, dovranno essere ufficialmente presentate in municipio. Chi sono i due? E, soprattutto, perché questa corsa non priva di scorrettezze, colpi gobbi e colpi nelle parti basse, quelle politiche s’intende? Da una parte v’è Gino Promenzio (foto in alto a destra) della coalizione “Civico e popolare”, dall’altra Giuseppe Graziano, “il generale” (foto in alto a sinistra) della coalizione “Il sindaco che unisce”. Un campo di battaglia aperto, il loro - e tra loro sottolineiamo la presenza d’un “generale” - che sta spargendo feriti a iosa e pure qualche morto, politici s’intende, ovviamente.

 

Flavio Stasi

 

Non è immune da questo “clima” neppure il candidato sindaco della “Coalizione civica” Flavio Stasi, in qualità di vittima per la verità anche se egli di ciò non appare affatto preoccupato e tira dritto per la propria strada politica. La corsa per avere il maggior numero di liste sarebbe finalizzata ad avere il massimo numero possibile di “pedine” - leggasi candidati al Consiglio comunale - che possano far veicolare il consenso da essi stessi ai candidati a sindaco rispettivamente sostenuti. Considerato lo sconsiderato numero, nella maggior parte dei casi si tratta di candidati “usa e getta”, che saranno cioè utilizzati esclusivamente per raccattare voti tra le loro famiglie, i loro parenti ed i loro amici e “grazie e arrivederci” da parte dei rispettivi candidati a sindaco sostenuti. I colpi bassi? Promenzio e Graziano pare cerchino di giorno in giorno e d’ora in ora di “strapparsi” a vicenda i candidati: tanto candidarsi a sostegno dell’uno o dell’altro praticamente è la stessa cosa. Già, perché ad oggi le loro liste - che dovrebbero contenere 24 candidate e candidati - sarebbero assolutamente incomplete. Eppure entrambi millantano “numeri” da capogiro: se l’uno parla di sedici liste, l’altro risponde con diciotto e avanti di questo passo in questi giorni la loro millanteria politica farà superare la ventina a testa. Coi candidati nelle liste, che, a quanto pare, ad oggi scarseggerebbero tanto per l’uno quanto per l’altro.

 

Attraverso un consistente numero di liste a proprio sostegno - se gli riesce d’averle - il “generale” vorrebbe assicurarsi già il 26 maggio la maggioranza in Consiglio comunale, probabilmente conscio di raccogliere nettamente meno consenso sul proprio nome come candidato a sindaco. In tal modo affronterebbe l’eventuale turno di ballottaggio del 9 giugno con queste parole d’ordine: “La maggioranza consiliare è mia e l’unico modo per far partire la nuova città di Corigliano Rossano è quello d’eleggere me come sindaco”. E in un ipotetico quadro siffatto, il “generale” avrebbe la strada spianatissima. Una guerra all’ultima lista, insomma, ma con liste che al momento sarebbero del tutto incomplete, anche se v’è ancora una ventina di giorni per completarle.

 

Claudio Fiorentino

 

A giudicare poi dai nomi di candidati che circolano, quelli a sostegno di Promenzio pure attraverso singolari uscite pubbliche farcite di slogan triti, ritriti e per questo assolutamente non credibili, quello che si prospetta è il Consiglio comunale più scadente delle due storie istituzionali di Corigliano e di Rossano. Già, perché in questo quadro politico a tinte fosche quello che manca è il ruolo della vera classe dirigente di Corigliano Rossano. Che, del tutto assente dall’una e dall’altra parte, oggi più d’ogni altro tempo ha l’obbligo morale d’indirizzare il consenso dei cittadini elettori in modo tale da avere un Consiglio comunale all’altezza del difficilissimo compito di costruire solide fondamenta per la nuova città. Che, con un assemblaggio di peones rischierebbe sul serio di sprofondare ancor prima di sorgere. I programmi? Solo e soltanto un obbligo di legge: quello di presentarli. E questo lo sanno bene il “generale” Graziano, il caporalmaggiore Promenzio, il barricadero Stasi e pure il candidato del solitario Movimento 5 Stelle Claudio Fiorentino. Sì, perché una volta arrivati in municipio ci saranno da risolvere tante di quelle questioni rimaste irrisolte ed incancrenitesi nei due estinti Comuni e che col Comune unico sono diventate così grosse che… altro che “città a misura di…” ed altre bucoliche amenità. Perché quella di Promenzio e di Graziano, per chi non l’avesse ancora ben presente nella cucuzza, è soltanto una corsa per il potere, quello personale…