Il deposito-magazzino "umano" della signora Geraci 

Quelli che...giovani avvocati presenziano ad incontri, mancando d’intrattenere attori e convenuti su recenti perquisizioni cui hanno assistito molto molto da vicino, o su qualche richiesta risarcitoria da centinaia di migliaia d’euro nei confronti di fantomatici diffamatori per conto di veri e prescritti truffatori di qualche milionata d’euro... 

Oh, yes…

Quelli beccati all’imbarco d’un aeroporto spagnolo con qualche panettoncino bianco quando non era Natale…

Oh, yes…

Quelli a processo con recidive frodi fiscali per pompe di carburante fiscalmente agevolato per tutti quelli che lo sanno...

Oh, yes… 

Quelli a processo per furto d’energia elettrica e denunciati per le enormi irregolarità strutturali di locali inidonei all’esercizio dell’attività di commercio…

Oh, yes…

Quelli che…tra le tante orazioni funebri ve n’è una celebre: quello che, fronte del palco 2009, appassionatamente dedicava il suo comizio al boss mort’ammazzato il giorno prima…«Uno di noi» morto in battaglia e medaglia al valor civile oltre che militare…

Oh, yes...   

Quelli prescelti dall’ex assessore della giunta disciolta per ‘ndrangheta e nominati dal capobastone regionale...

Oh, yes…

Quello con grembiulino e compasso alla ricerca di vecchie parcelle…

Oh, yes…

Quella che millanta su Facebook una laurea, scegliendosi…a ‘sto prezzo…la prestigiosa Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano...

Oh, yes…

Quella che nell’ambiente “mancu li cani”...e «Buongiorno onorevole, comandi!»

Oh, yes…

Quello che crede d’essere ancora al campo sportivo e continua a smadonnare...

Oh, yes…

Quella che…l’ormai arcinota villona abusiva sua, quelle dei suoi colleghi...e le ville e le case di altri quattromila…

Oh, yes…

Quello che non si capisce proprio che ci sta a fare in mezzo a quelli che…

Oh, yes…

 

Il compianto Jannacci era poesia: noi emuli in prosa “terra terra”.

Non c’è che dire, signor Sindaco di Corigliano Calabro Giuseppe Geraci: è un interessante “assemblaggio” di natura…

Lei nei prossimi minuti crediamo non avrà tempo ed autorità d’intervenire a correggerci la prosa. 

Già, perché crediamo avrà altri compiti più operativi: avrà da “controllare”. 

E, crediamo, da “spiegare”. 

Guardi infatti quest’altro “assemblaggio”, signor Sindaco.

E’ altrettanto naturale: non c’è trucco e non c’è inganno.

E’ una sequenza fotografica prodotta da AltrePagine l’altro pomeriggio proprio nel Comune che Lei amministra.

Già, eravamo proprio a Corigliano Calabro, frazione marina di Schiavonea, in Via Albenga, a poche decine di metri dalla Sua stessa abitazione signor Sindaco.  

Eravamo dinanzi al pianterreno d’un immobile di tre piani con annessa corte.

Al catasto dei fabbricati del Comune di Corigliano Calabro esso è localizzato sul foglio numero 72, particella numero 180, subalterno numero 7. 

Il locale, 69 metri quadri d’ampiezza, è di categoria catastale C/2, vale a dire un “deposito-magazzino”.

La proprietaria, signor Sindaco, risponde al nome di Antonietta Rugna: Sua moglie.

L’insegna in grande vista è invece riconducibile ad un’attività commerciale da tempo dismessa di Suo figlio Gianluigi.  

Ebbene signor Sindaco, quel deposito-magazzino per legge chiaramente “non abitabile” è da tempo la dimora d’un gruppo di persone pare d’origine nordafricana.

Conosciamo il “prezzo di mercato” di magazzini del genere a Corigliano Calabro e in particolare proprio nella frazione di Schiavonea: «Cento euro al mese e a cranio», ci spifferano alcuni residenti, «ovviamente sulla parola e senza alcun tipo di contratto».

Dicono che la Sua famiglia possieda numerosi immobili, diversi dei quali occupati.

Nel deposito-magazzino di proprietà della Sua signora, signor Sindaco, vi sono brandine per almeno quattro, forse cinque, “crani”, in condizioni igieniche e sanitarie che, nella Sua qualità di massima autorità sanitaria cittadina, La invitiamo a recarsi personalmente a controllare insieme ai vigili. 

Lei d’altronde ha mantenuto stretta a Sé la “cara” delega alla Polizia Municipale…ma questa è un’altra storia.

Torniamo a quei “crani”, ovverosia esseri umani, i quali, signor Sindaco, svolgono l’attività d’ambulanti, commerciando “Vu cumprà” mercanzia di scarso valore tra il lungomare di Schiavonea e le spiagge del litorale. 

Possibile, signor Sindaco, che  Lei non ne era a conoscenza?

Il nostro mestiere, in ogni caso, è proprio quello d’informare i cittadini, Lei compreso.  

Continua…