Dopodomani in Prefettura a Cosenza si terrà la classica, consueta riunione del Comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza sociale.

Il solito appuntamento “a caldo” degli ultimi gravi eventi micro e macro criminali sollecitato dal sindaco del comune in cui si sono registrati i fatti, in questo caso Flavio Stasi da Corigliano-Rossano, concesso e convocato dal prefetto Vittoria Ciaramella. 

Il prefetto di Cosenza Vittoria Ciaramella

Una situazione degenerata oltre ogni limite

Certo la riunione sarà utile per fare “il punto” sulla drammatica situazione, perché i vertici provinciali delle forze dell’ordine e della magistratura inquirente ordinaria ed antimafia possano fornire agli altri organi istituzionali convenuti le chiavi di lettura d’ogni singolo evento criminale.

Per decidere un momentaneo rinforzo di presenza, nel territorio comunale, di polizia, carabinieri e guardia di finanza, che possa fungere da deterrente per una-due settimane.

E perché, in definitiva, gli stessi rappresentanti lo Stato possano caricarsi d’un rinnovato senso di responsabilità per fronteggiare al meglio i fenomeni criminali.

Prevenendoli – ove possibile – dal momento che la situazione è degenerata ogni oltre ogni ragionevole limite, e i cittadini di Corigliano-Rossano sono motivatamente preoccupati ed hanno paura. 

Il luogo centralissimo e a poche centinaia di metri dalla caserma dei carabinieri in cui qualche sera fa è stato rapinato un tabaccaio

Quei “palliativi” che servono a poco o a nulla 

L’effetto immediato del vertice in Prefettura sarà certamente, come sempre, l’invio quotidiano per un po’ di giorni da parte della Questura di Cosenza di proprie pattuglie di polizia con turni di 6 ore – comprese le 2 dei viaggi d’andata e ritorno da Cosenza – che saranno impiegate in posti di blocco stradali a chiedere di favorire e a controllare patenti e libretti di circolazione agli automobilisti.

Con l’automobilista di turno che magari nelle successive ore notturne sarà costretto ad affacciarsi dal balcone perché la sua auto sarà stata mandata a fuoco dai delinquenti di turno.

Questi palliativi – che i cittadini ben conoscono oramai ogni qualvolta il tiro criminale abbia alzato il livello di guardia – servono a poco per non dire a nulla.

La chiave di volta è la video-sorveglianza

Già, e allora come se ne esce da questa costante e mai sopita morsa micro e macro criminale?

In tale drammatico contesto ad assumere un’importanza fondamentale è la video-sorveglianza stradale istituzionale, benché di telecamere private vivaddìo in giro ce ne sono pure.

D’altronde lo diceva anche il tenente colonnello Raffaele Giovinazzo, comandante del Reparto territoriale dei carabinieri, in una sua recente intervista televisiva nella quale chiamava in causa – positivamente – il sindaco Stasi.

Il tenente colonnello dei carabinieri Raffaele Giovinazzo

Le intenzioni politiche e i progetti “di sistema” per una video-sorveglianza capillare e potenzialmente molto efficace a contrastare i fenomeni delinquenziali, pare ci siano e da tempo.

L’unica cosa che manca, però, è la “materia prima”: le telecamere. E non è poco. Anzi, forse è tutto o una parte del tutto, che potrebbe rappresentare la chiave di volta determinante nel lavoro degl’investigatori bravi e capaci che operano a Corigliano-Rossano, tra carabinieri, poliziotti e finanzieri.

Il sindaco Flavio Stasi

Qui ci sono ottimi investigatori, ma…

Individuare gl’incendiari notturni d’auto ed assicurarli alla giustizia, ma anche ladri e rapinatori magari pure incappucciati, è possibile con un moderno, efficace e funzionale “grande fratello” al servizio dei detective.

Questi ultimi sono gente che conosce tanto i possibili mandanti quanto i soggetti dediti alle azioni criminali. Gente capace di riconoscerli dalla postura, dalla camminata, dalla movenza o da un eventuale modo particolare di portare un capo di vestiario.

Per poter arrivare all’arresto di qualcuno non in flagranza di reato servono infatti prove, e prove certe. Sì, perché una volta arrestato, di fronte a una possibile lunga condanna alla galera, può darsi che il “manovale” criminale confessi, parli, spieghi a investigatori e magistrati il movente del “caso”, chiami in causa i suoi complici e i suoi mandanti.

Il tribunale di Castrovillari

Nell’augurare buon lavoro al Comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza sociale, auspichiamo, al contempo, la massima concretezza da parte di chi in esso è maggiormente deputato a “muoversi” per superare ogni eventuale ritardo progettuale o burocratico (che esso sia) sulla video-sorveglianza istituzionale del territorio. direttore@altrepagine.it              

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 20 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.