Il Comune ha autorizzato l’imprenditore Marino a cominciare i lavori sul lotto edificabile, ma la confinante famiglia de Rosis ha intrapreso le vie giudiziarie


Nell’area urbana rossanese di Corigliano-Rossano, in contrada Crosetto nei pressi della Villa comunale De Falco allo Scalo, sono cominciati i lavori per la costruzione d’un nuovo centro commerciale, ad opera dell’impresa “Costruzioni Italia Srl” facente capo al noto e potente imprenditore rossanese Giuseppe Marino.

Il progetto, sin dalla sua gestazione, non ha avuto vita facile, tant’è che tuttora v’è una serie di dubbi sulla legittimità dei titoli autorizzativi. Esso, infatti, dichiaratamente sconfina sul terreno di un’altra proprietà privata, quella della famiglia de Rosis, che perciò ha incardinato diversi ricorsi nelle competenti sedi giudiziarie, nonché su una proprietà pubblica, avendo Marino preso possesso pure di un’area limitrofa ch’è di proprietà del Comune.

I competenti uffici comunali hanno rilasciato le concessioni edilizie, senza tenere in alcun conto l’obbligo del committente e dei suoi tecnici d’ottenere e di presentare, prima del rilascio della concessione stessa, l’autorizzazione sismica da parte del Genio Civile, vale a dire quel nulla osta che attesta la regolarità del progetto rispetto alle normative contro i terremoti.

A rischio mezzo milione di euro d’opere d’urbanizzazione pubbliche

A leggere gl’incartamenti, l’impresa proprietaria del terreno dal 2017 e titolare dei due permessi di costruire (uno dei quali in variante dell’altro) non risulta essersi convenzionata col Comune per poter usufruire della destinazione prevista dal programma d’edilizia urbana “Contratto di quartiere II”, adottato in variante (premiale e non di poco) al Piano regolatore generale nel cui ambito il terreno ricadrebbe.

E quindi, secondo la famiglia de Rosis che sulla questione ha adito il Consiglio di Stato, starebbe avviando le proprie attività senza aver assunto a suo carico alcun obbligo specifico e senza nemmeno aver contribuito, materialmente o economicamente, alle opere d’urbanizzazione previste nel relativo comparto urbanistico, che nella quota parte relativa al solo lotto edificabile di propria competenza ammonterebbero a circa 500 mila euro.

È “guerra”, dunque, tra la famiglia de Rosis da una parte, Marino e il Comune dall’altra. Lo scorso 31 agosto i de Rosis avevano diffidato l’ente pubblico a consentire l’inizio dei lavori a Marino nelle more del giudizio da parte del Consiglio di Stato, ma il 5 ottobre il Comune ha risposto ai loro corposi e motivati rilievi, non ravvisando elementi per bloccare la costruzione del futuro centro commerciale. direttore@altrepagine.it 

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 20 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.