È stato processato e condannato per direttissima, nella tarda mattinata di ieri, appena poche ore dopo il blitz della polizia relativo all’operazione antidroga “Portofino” che ha visto finire in manette 14 persone di Corigliano-Rossano fra trafficanti e spacciatori di droga, tra i quali suo fratello Rosario Docimo di 26 anni.

Il nome di Giampiero Docimo, 19 anni, residente in contrada Torricella, non era tra i destinatari dell’ordinanza cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari di Castrovillari Lelio Festa, su richiesta del sostituto procuratore Flavio Serracchiani.

Però, nel corso delle perquisizioni effettuate durante l’esecuzione dell’ordinanza nei confronti dei 14 arrestati da parte dei poliziotti della “giudiziaria” del Commissariato cittadino diretti dall’ispettore Stefano Laurenzano, il fratello di Rosario Docimo è stato trovato in possesso d’oltre un etto di marjiuana suddivisa in dosi e d’un bilancio di precisione.

Gli arrestati mentre escono dal Commissariato per essere portati in carcere

Perciò le manette sono scattate anche per lui, in flagranza, con l’accusa di detenzione di sostanza stupefacente finalizzata allo spaccio.

Assegnato ai domiciliari su disposizione del magistrato di turno in Procura, che ha richiesto la celebrazione del processo per direttissima durante la comparizione del 19enne in Tribunale davanti al giudice per l’udienza di convalida dell’arresto. Il giovanissimo spacciatore, difeso dall’avvocato Gisella Santelli del locale foro, ha patteggiato la condanna a 1 anno di reclusione e 6 mila euro di multa (pena sospesa). Ed è tornato in libertà ieri stesso dopo aver buscato la condanna.

Gl’interrogatori di garanzia degli altri 14 arrestati cominceranno in Tribunale nei prossimi giorni. redazione@altrepagine.it