La seduta del Consiglio comunale di ieri ha confermato ed aggravato la crisi in atto nella compagine che amministra il Comune da soli 27 mesi

La sintesi politica del Consiglio comunale andato in scena ieri a Corigliano-Rossano è un po’ lugubre, ce ne rendiamo conto, ma dobbiamo renderne conto ai nostri lettori.

Il sindaco Flavio Stasi (foto in alto) dopo due anni e tre mesi dalla propria elezione è infatti con un piede nella fossa politica scavata da una parte della sua stessa maggioranza eletta in Consiglio comunale per sostenerne l’azione amministrativa. Che evidentemente non va, registrando gli umori degli stessi consiglieri di maggioranza – tutti – e, soprattutto, quelli dei cittadini.

I lavori consiliari di ieri sono cominciati proprio con le comunicazioni del primo cittadino, che per la prima volta non ha parlato a braccio ma con dei fogli in mano, e pure questo è sintomatico di crisi, di grossa crisi. È stato un bilancio di metà mandato, quello snocciolato velocemente, foglio per foglio, da Stasi.

Stasi non ha più la maggioranza in Consiglio comunale: ecco i suoi numeri

Al cospetto del sindaco, tra presenti fisicamente nell’aula e collegati via Internet, i consiglieri d’opposizione e quelli della sua ex maggioranza. Sì, perché le preannunciate e confermate assenze dei consiglieri Mattia Salimbeni, Rocco Gammetta, Antonio Cassano e Piersalvino De Gaetano, unitamente a quelle dell’oramai ex vicesindaco Claudio Malavolta e dell’ex assessore Giovanni Palermo, hanno evidenziato e sottolineato la crisi politico-amministrativa apertasi nella giornata di venerdì scorso.

Al fianco di Stasi, dunque, solo quel che oggi resta dei suoi consiglieri e dei suoi assessori, questi ultimi dal pomeriggio di domenica informalmente “azzerati” dal sindaco.

In numeri, Stasi scende da 16 a 12 in Consiglio, mentre l’opposizione conta 9 consiglieri. E se ai 9 oppositori dovessero sommarsi i 4 ex amici di Stasi passando formalmente all’opposizione anch’essi, questi ultimi sarebbero 13. Contro i 12 di Stasi.

Un momento della seduta di ieri

Primum vivere, deinde philosophari 

Il passaggio all’opposizione dei dissidenti è uno scenario che potrebbe diventare concreto, non prima che Stasi, dopo un giro di consultazioni, nomini i suoi nuovi assessori. Nella logica delle cose politiche sembra scontato che il sindaco debba incontrare per primi proprio i 4 consiglieri dissidenti, ma le “logiche” che sarebbero in corso pure in queste ore sembrano essere altre.

Molto meno probabili eventuali incontri politicamente ravvicinati di Stasi col suo ex vice Malavolta e col suo ex assessore Palermo: con loro, infatti, la rottura sembra definitiva, da non ritorno. Il punto cruciale adesso è se il gruppo consiliare di “Corigliano-Rossano domani” (Salimbeni, Gammetta e Cassano) e il quarto dissidente De Gaetano saranno o meno coinvolti, ed eventualmente in che modo, nel nuovo esecutivo che Stasi vorrebbe varare.

Il resto delle operazioni che si sussurra siano in atto sembrano ben poco praticabili, e in alcuni casi assai fantasiose. Primum vivere, deinde philosophari sosteneva il filosofo inglese del ‘600 Thomas Hobbes…

Le (attuali) opposizioni presentano il conto e invocano le dimissioni del sindaco 

«È sotto gli occhi di tutti che il sindaco è senza maggioranza. Lo invito a riflettere perché impantanato com’è non può resistere ancora per molto, il suo giro è finito e ne deve dar conto alla città», ha detto il consigliere dell’Unione di centro Vincenzo Scarcello rivolgendosi a Stasi, «non saremmo stati noi a mandarla a casa, ma gli stessi consiglieri eletti assieme a lei».

Ad assumere un’impacciata “difesa d’ufficio” del sindaco e della sua amministrazione è toccato per primi al consigliere Pietro Mingrone e alla collega Titti Scorza.

E poi alla presidente della commissione consiliare Statuto Maria Salimbeni, la quale assieme alla consigliera Alessia Alboresi nei giorni scorsi s’annoverava tra i dissidenti di Stasi, ma che ieri è tornata in Consiglio, come pure la Alboresi collegata via Internet.

Una difesa colma dei suoi consueti sofismi quella della Salimbeni, forse rientrata in Consiglio con la delega di vicesindaca in pectore avendo probabilmente già consegnato a Stasi non uno, ma ben tre esemplari del favoloso statuto comunale di Corigliano-Rossano che inconcludentemente attende ancora il varo del Consiglio comunale.

Maria Salimbeni. Vicesindaca in pectore?

Duro come sempre il consigliere Gino Promenzio di “Civico e popolare”: «Stasi oggi deve fare i conti coi numeri ma anche e col suo decadente appeal narcisistico, perché è sempre meno amato tra i cittadini di Corigliano-Rossano, per cui lo invito a trarre le sue conclusioni».

Proprio considerati gli scenari che si mormorano negli ambienti politici cittadini circa un possibile varo, da parte di Stasi, d’una amministrazione «di centrosinistra», l’intervento di maggior significato politico è stato quello del capogruppo del Partito democratico Aldo Zagarese, oggi anche sub-commissario provinciale del suo partito.

E Zagarese ha di fatto sbugiardato la nota pubblica diramata nella mattinata di ieri dal circolo Pd di Schiavonea che aveva aperto la porta a Stasi: «Perché» – ha sottolineato in Consiglio – «il sindaco “di sinistra” ha finora dimostrato d’avere una trazione politica di centrodestra: adesso ne tragga le conclusioni».

L’unica tra i banchi d’opposizione ad essersi dichiarata «disponibile a un costruttivo confronto politico col sindaco» è stata la consigliera Rosellina Madeo. 

L’“io speriamo che me la cavo” del giovane primo cittadino

A chiudere il dibattito, ovviamente è toccato a Stasi: «Sono convinto che azzerare la giunta sia un modo giusto per ripartire: è un atto politico molto forte che nasconde delle insidie, ma ritengo che sia più rischioso evitare il cambio di passo» – riferendosi chiaramente a chi lo sta affossando – «sulla scorta d’una condivisione di principi politici, metodi, rispetto dei ruoli: così può esserci tranquillamente una nuova vita in maggioranza, una fase di ripartenza e un esecutivo nuovo che condividerò coi gruppi consiliari che dovranno essere corresponsabili con le scelte che si faranno». Io speriamo che me la cavo, insomma… direttore@altrepagine.it 

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 20 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.