Si tratta del 41enne del luogo Osvaldo Forte, bloccato mentre era pronto a partire, e d’un 38enne di nazionalità tunisina fermato dalla polizia qualche ora prima

Sono stati individuati, rintracciati e arrestati nella tarda serata di ieri i due presunti rapinatori del bar-tabacchi-market “Gea” di contrada Toscano, nell’area urbana rossanese di Corigliano-Rossano, assaltato nel pomeriggio del 7 settembre scorso. Ad assicurarli alla giustizia, nel giro di pochi giorni di serrate indagini, i poliziotti del Commissariato cittadino diretto dal vicequestore aggiunto Cataldo Pignataro, e in particolare i detective della Squadra giudiziaria guidati dall’ispettore Stefano Laurenzano.

Si tratta di due giovani residenti nell’area urbana coriglianese, alla frazione marina di Schiavonea: Osvaldo Forte, 41 anni del luogo, e Maaoni Ben Nasr, 38enne di nazionalità tunisina. Per entrambi è scattato il fermo d’indiziato di delitto spiccato dal sostituto procuratore di Castrovillari Valentina Draetta.

Verso le 18 di ieri, gl’investigatori hanno rintracciato il tunisino a Schiavonea: era a bordo di un’autovettura al cui conducente aveva chiesto un passaggio. Fermata l’auto, all’atto del controllo il presunto rapinatore ha tentato di darsi alla fuga scagliandosi contro un poliziotto con calci e pugni. Dopo la colluttazione l’agente è stato trasportato in Pronto soccorso per le cure del caso.

Le ricerche sono proseguite a caccia dell’altro presunto autore della rapina, e verso le ore 22,30 anche Forte è stato trovato: era all’interno d’un capannone abbandonato dove aveva trovato rifugio per evitare d’essere arrestato, perché già sapeva. Probabilmente pronto a partire, aveva infatti con sè un borsone nel quale erano contenuti indumenti ed effetti personali.

Secondo le accuse, undici giorni fa, armati d’una spranga di ferro, in pieno pomeriggio hanno minacciato la titolare dell’esercizio commerciale, una signora anziana, e la sorella disabile che era con lei all’interno del locale. La vittima non ha opposto alcuna resistenza. Magro il bottino della rapina: i pochi soldi che stavano in cassa e alcune stecche di sigarette. Adesso entrambi si trovano rinchiusi nel carcere di Castrovillari su disposizione del magistrato che ha emesso il fermo nei loro confronti. redazione@altrepagine.it