Dall’estromissione di Levato all’inchiesta giudiziaria che ha travolto l’ex comando rossanese, passando per le aggressioni subite dagli agenti coriglianesi: dopodomani ne discuterà il Consiglio comunale

“Legalità, questione Polizia municipale”. È l’argomento d’uno dei punti all’ordine del giorno della seduta del Consiglio comunale di Corigliano-Rossano in programma dopodomani. A richiederne la discussione erano stati i due consiglieri di minoranza Francesco Madeo e Vincenzo Scarcello.

Si tratta d’un argomento assai delicato e per più d’un motivo, tutti di pari importanza.

Primo: l’immotivata e tuttora incomprensibile “rimozione forzata” avvenuta oltre un anno fa del maggiore Arturo Levato dal ruolo di comandante del Corpo quale più alto in grado già comandante della Polizia locale coriglianese.

Le minoranze consiliari incalzeranno l’amministrazione comunale 

Secondo: l’inchiesta giudiziaria che dallo scorso mese di maggio investe il maggiore Pietro Pirillo e l’ispettore Fabio Marcello Milione, proprio il duo facente funzioni al posto di Levato, assieme al segretario generale del Comune Paolo Lo Moro, il quale dirigeva il Settore amministrativo della Polizia locale (in seguito all’inchiesta giudiziaria decise di cedere il passo), e 6 agenti tutti appartenenti come Pirillo e Milione a quel che fu il Comando di Polizia municipale dell’ex Comune di Rossano prima della fusione con l’ex Comune di Corigliano, vale a dire i vigili Domenico Forte, Leonardo Aurelio, Antonio Giardino, Angela Barbara Lo Prete, Raffaella Federico e Antonio Sapia. Accusati, a vario titolo, di truffa aggravata e concorso in truffa aggravata ai danni dello Stato, falso in atti pubblici ed altro.

Terzo: la recente grave aggressione verbale e fisica coram populo subita da una pattuglia dei vigili coriglianesi da parte d’una coppia di commercianti ambulanti che occupava abusivamente il suolo pubblico sul lungomare di Schiavonea (foto d’apertura).

Quarto: il concorso bandito dal Comune per decisione dell’amministrazione del sindaco Flavio Stasi finalizzato all’assunzione d’un nuovo Comandante/Dirigente della Polizia locale.

Il “bubbone polizia locale” e l’attuale indiscutibile disordine che si vive all’interno del Corpo, e di conseguenza in lungo e in largo per Corigliano-Rossano, parte senz’alcun dubbio dal “punto primo”.

L’estromissione del comandante coriglianese e il terremoto giudiziario sul comando rossanese    

Il sindaco Stasi aveva dato mandato “politico” al segretario generale del Comune d’esautorare il comandante Levato, e Lo Moro nella sua ex qualità di dirigente del Settore Polizia locale aveva eseguito l’ordine. Lo stesso Lo Moro aveva contestualmente consegnato la reggenza del Comando dei vigili al maggiore Pirillo e all’ispettore Milione.

L’ex comandante Levato

Certo né Lo Moro né Stasi potevano prevedere che proprio mentre loro levavano Levato, la guardia di finanza aveva piazzato le telecamere del “grande fratello” nell’ex Comando rossanese dei vigili su disposizione del sostituto procuratore di Castrovillari Flavio Serracchiani, il quale aveva aperto l’inchiesta sulla presunta gestione assai “allegra” di quell’ufficio.

E non potevano prevedere, Stasi e Lo Moro, che quest’ultimo sarebbe finito indagato in quel terremoto giudiziario e proprio assieme al duo al quale egli stesso aveva affidato la reggenza del Comando al posto di Levato, cioè Pirillo e Milione, unitamente agli altri 6 vigili rossanesi.

Il “caso Levato” e l’inutile (e dispendioso) concorso per assumere un nuovo comandante   

Il maggiore Levato, secondo Stasi (e Lo Moro) non avrebbe il profilo professionale d’istruttore direttivo di vigilanza, e proprio per tale presunta inidoneità non era stato ammesso all’interpello per l’attribuzione delle posizioni organizzative comunali.

Paradossale, cervellotico, anzi pazzesco. Già, perché per tanti anni Levato ha comandato i vigili urbani nell’ex Comune di Corigliano Calabro prima e in seguito in quello di Corigliano-Rossano.

Il sindaco Stasi dovrà dare in Consiglio più d’una risposta 

L’ex comandante, in pratica, è stato fatto fuori in forza del tipo di rapporto contrattuale attraverso il quale l’ex Comune di Corigliano l’assunse, ch’è quello di “Funzionario amministrativo contabile” avendo egli partecipato al concorso pubblico di “Comandante di Polizia municipale e/o Funzionario amministrativo contabile”, ma le prove “esperte” di quel concorso – quelle scritte e quelle orali – furono tutte relative al posto di Comandante di Polizia municipale.

Un contratto di lavoro, quello di Levato, che in ordine alla mansione potrebbe essere trasformato: come proprio l’amministrazione del sindaco Stasi ha fatto, all’opportuna occorrenza, con diversi altri dipendenti comunali.

È del tutto evidente, dunque, come il concorso bandito dall’amministrazione Stasi per assumere un nuovo comandante sia oltremodo inutile e dispendioso per il Comune. Che, secondo alcuni esperti di conti negli enti pubblici, potrebbe profilare finanche un danno erariale. direttore@altrepagine.it

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Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 20 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.