Protagonista involontario dell’errore giudiziario un 41enne rumeno arrestato ieri sera dai carabinieri e oggi scarcerato

Anche nell’era della velocissima, istantanea comunicazione digitale, talvolta il “sistema giustizia” in Italia funziona male. È accaduto nella giornata di ieri, quando i carabinieri della Compagnia coriglianese si sono visti recapitare dall’Ufficio esecuzioni penali della Procura di Castrovillari l’ordinanza di carcerazione nei confronti d’un 41enne di nazionalità rumena condannato proprio dal Tribunale castrovillarese a 4 anni e due mesi

di reclusione per una rapina consumata due anni fa a Corigliano-Rossano ai danni d’un suo connazionale. La condanna di primo grado, inflittagli col rito abbreviato, era stata confermata dai giudici della Corte d’Appello di Catanzaro che avevano rigettato il ricorso del difensore dell’imputato, l’avvocato Antonio Pucci del foro castrovillarese.

L’avvocato Antonio Pucci

Il legale aveva poi impugnato le motivazioni della sentenza d’appello in Corte di Cassazione, depositando regolarmente il proprio ricorso, tuttora pendente.

La condanna dell’imputato non è, dunque, definitivamente passata in giudicato. Da qui l’errore dell’Ufficio esecuzioni penali, che ieri sera aveva mandato i carabinieri a prelevare – per tradurlo in carcere – il rumeno dalla sua abitazione alla frazione di Schiavonea dov’è sottoposto al regime degli arresti domiciliari dall’ottobre del 2019, per la rapina da 1000 euro compiuta al suo connazionale un mese prima brandendogli minacciosamente contro un coltello.

L’errore giudiziario è stato sanato oggi pomeriggio, a seguito dell’istanza dell’avvocato Pucci, cui il pubblico ministero di turno ha sollecitamente risposto a riscontro, disponendo l’immediata scarcerazione del rumeno, tornato già agli arresti domiciliari nella sua abitazione di Schiavonea. redazione@altrepagine.it