L’ex vicecomandante dei vigili rossanesi e il segretario generale del municipio sono i principali accusati nel terremoto giudiziario scoppiato a maggio. Appello del pubblico ministero: richiesta d’arresti domiciliari per gli altri 7 vigili indagati

Il pubblico ministero Flavio Serracchiani non ci sta. È tornato alla carica il sostituto procuratore di Castrovillari titolare dell’inchiesta che lo scorso mese di maggio ha travolto in un vero e proprio terremoto giudiziario il Comune di Corigliano-Rossano, e in particolare il Comando rossanese della polizia municipale.

Lo scorso 25 giugno il magistrato inquirente aveva fatto notificare l’avviso di conclusione delle indagini preliminari ai 9 dipendenti comunali ufficialmente indagati dal 17 maggio. 

In 9 indagati dalla Procura

Si tratta delle due figure di vertice della polizia locale rossanese, il maggiore Pietro Pirillo, vicecomandante del Corpo, e l’ispettore Fabio Marcello Milione, del segretario generale del Comune Paolo Lo Moro, già dirigente amministrativo del Settore di Polizia locale (poi passato di mano al dirigente Antonio Le Fosse), e dei vigili urbani – tutti in servizio nel Comando rossanese – Domenico Forte, Leonardo Aurelio, Antonio Giardino, Angela Barbara Lo Prete, Raffaella Federico ed Antonio Sapia (nella foto in alto: a sinistra Pirillo, a destra Lo Moro).

Il Tribunale di Castrovillari

A maggio, nei confronti di tutt’e 9, il pm Serracchiani aveva richiesto al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari, Biagio Politano, l’emissione d’una ordinanza applicativa di misure cautelari d’arresto. Il gip, però, letti gli atti d’accusa, spiccò solo e soltanto un provvedimento cautelare di natura interdittiva nei confronti del principale accusato, il maggiore Pirillo, sospeso dal servizio per tre mesi, scaduti lo scorso 17 agosto.

Per Pirillo il pm aveva sollecitato l’arresto in carcere, come per il segretario comunale Lo Moro. Per l’ispettore Milione e gli altri 6 vigili, invece, la richiesta della pubblica accusa era d’arresti domiciliari. 

Colpo di scena: il pm torna a invocare gli arresti per tutti 

Il clamoroso colpo di scena nella vicenda giudiziaria è giunto in queste ultime ore. Già, con la notifica agl’indagati, da parte del presidente facente funzioni della seconda sezione penale del Tribunale di Catanzaro, Antonio Giglio, della fissazione d’udienza per discutere un motivato appello proposto dal pm Serracchiani proprio contro l’ordinanza del primo giudice di Castrovillari Politano. La data stabilita è quella del prossimo 14 ottobre.

Il Tribunale di Catanzaro

Sarà un collegio di giudici del Tribunale catanzarese, dunque, a decidere sulle originarie richieste di misure cautelari da parte del magistrato titolare dell’inchiesta. Richieste, ovviamente, tutte ribadite nel proprio motivato atto d’appello. In pratica Pirillo e Lo Moro rischiano di finire in carcere, e gli altri indagati agli arresti domiciliari. Già, ma quali eventuali fatti giudiziari “nuovi” hanno spinto il pm Serraccchiani a formulare il proprio appello indirizzato ai giudici di Catanzaro? Lo scopriremo il prossimo 14 ottobre.

Gl’indagati sono difesi dagli avvocati Maurizio Minnicelli, Francesco Capristo, Francesco Nicoletti, Ettore Zagarese e Aldo Zagarese del foro di Castrovillari, e dall’avvocato Aldo Ferraro del foro di Lamezia Terme.

Truffa allo Stato e falsi atti pubblici 

Nell’inchiesta, condotta “sul campo” dalla guardia di finanza tra i mesi di luglio ed agosto dell’anno scorso attraverso telecamere “spia” installate in prossimità dei dispositivi marcatempo collocati nel Comando rossanese dei vigili, servizi d’osservazione e pedinamento, disamina della documentazione acquisita in Comune e testimonianze di persone informate sui fatti, le fiamme gialle avevano ricostruito e poi documentato al magistrato inquirente innanzitutto il comportamento del vicecomandante Pirillo.

Di cui sarebbero stati accertati numerosi episodi d’assenteismo, d’illegittimo e ingiustificato allontanamento dal luogo di lavoro e di falsa auto-attestazione della presenza in servizio. Per questo, Pirillo è accusato di truffa aggravata ai danni dello Stato e fraudolenta attestazione della propria presenza in servizio.

Una sequenza delle indagini immortalata da una telecamera “spia”

I vigili Forte, Aurelio, Giardino, Lo Prete, Federico e Sapia sono accusati di concorso nel reato, d’avergli cioè “tenuto il sacco”. Come? Usando il badge del loro “capo” per farlo figurare presente in servizio quando in realtà era assente.

La commissione di concorso incriminata

Nel corso delle indagini era stata inoltre accertata la falsità materiale d’alcuni verbali redatti dalla commissione giudicatrice di concorso nominata dalla giunta del sindaco Flavio Stasi per procedere all’assunzione di vigili temporanei nel periodo estivo. La commissione era composta da Pirillo, dal segretario comunale Lo Moro e dall’ispettore Milione. E proprio Lo Moro e Milione sono accusati d’avere falsamente certificato la presenza di Pirillo, in realtà assente durante le riunioni della commissione concorsuale.

Il segretario comunale è il “braccio operativo” più importante del Comune scelto dal sindaco Flavio Stasi al suo fianco  

I primi di agosto l’assessore Mitidieri aveva annunciato il ritorno al comando di Pirillo

Stando alle intenzioni dell’amministrazione comunale del sindaco Stasi, Pirillo sarebbe destinato ad assumere nuovamente la posizione organizzativa, e, quindi, a comandare il corpo dei vigili dopo il 17 agosto, data di scadenza della misura interdittiva comminatagli dal giudice per le indagini preliminari. A distanza d’oltre due settimane, però, l’atto decisorio del primo cittadino non è maturato.

L’assessore comunale Mauro Mitidieri 

La notizia era emersa lo scorso 2 agosto nel corso di un’assemblea del Corpo dei vigili stesso, convocata dal sindaco Stasi e presieduta, su sua delega, dall’assessore Mauro Mitidieri. Proprio Mitidieri aveva dato l’annuncio ai vigili che dopo Ferragosto Pirillo sarebbe tornato al loro vertice. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 20 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.