Il 51enne già capo-‘ndrina di Corigliano e reggente del locale “degli zingari” di Cassano Jonio ha però una condanna definitiva a 20 anni ed è detenuto nel carcere milanese di Opera al 41-bis

Il boss di ‘ndrangheta Filippo Solimando (foto), 51 anni, coriglianese, è indagato, assieme al fratello Giacomo di 56 anni e ad altre 23 persone quasi tutte della Piana di Metaponto, in provincia di Matera, in una maxi-inchiesta condotta nei mesi scorsi dalla Direzione distrettuale antimafia di Potenza diretta dal procuratore Francesco Curcio.

I Solimando sono infatti originari di Policoro, nel Metapontino, ma Filippo da tanti anni risiedeva a Corigliano dov’è sposato. E dove, fino al 2015, aveva fatto un’importante scalata criminale fino a diventarne il capo-‘ndrina nonché reggente del superiore locale ‘ndranghetista cosiddetto “degli zingari” di Cassano Jonio, quello che domina l’intera Piana di Sibari.

Il maxiprocesso “Gentlemen” 

I fratelli Solimando furono arrestati sei anni fa, nell’ambito della maxi-inchiesta denominata “Gentlemen” condotta dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro su un colossale traffico internazionale ed intercontinentale di droga. Proprio quel maxiprocesso li aveva visti entrambi condannati – Filippo a 20 anni di reclusione, Giacomo a 11, pene definitive – assieme ad un’altra trentina di loro sodali di Corigliano, di Cassano e non solo. Oggi sono entrambi in carcere: Filippo a Milano, nel carcere di Opera, sottoposto al regime del 41-bis, Giacomo invece nel penitenziario di Catanzaro.

I fratelli Solimando fotografati dalla guardia di finanza durante le indagini di “Gentleman”

Dallo scorso 12 maggio entrambi sono però di nuovo sotto i riflettori della giustizia, in forza dell’ordinanza cautelare in carcere emessa nei loro confronti proprio nell’ambito della nuova maxi-inchiesta potentina, da parte del giudice per le indagini preliminari Donata Di Sarno. 

Giacomo Solimando

L’inchiesta antimafia di Potenza

Dalle intercettazioni d’alcuni colloqui intrattenuti in carcere da Giacomo Solimando, infatti, sarebbe emerso secondo gl’investigatori il riciclaggio del denaro proveniente dall’attività di traffico di droga nell’opulento mercato dell’agricoltura della piana metapontina. In particolare all’interno d’una delle più grosse aziende produttive di quella zona. Quella che, secondo i magistrati, soltanto formalmente era in capo alla famiglia del 61enne noto imprenditore Aldo De Pascalis – anch’egli finito in carcere con alcuni suoi familiari – ma che di fatto sarebbe stata completamente sotto il controllo di Filippo e Giacomo Solimando.

I soldi sporchi del traffico di droga, secondo gl’investigatori, sarebbero stati reinvestiti nella produzione di fragole. Circa 4 milioni d’euro dal 2013 al 2019, secondo le accuse dei magistrati potentini. Fiumi di denaro mai transitati su nessun conto corrente aziendale. E che, secondo gl’investigatori, sarebbero stati utilizzati per l’acquisto, sempre in contanti e da terzi conferitori, di fragole ed altri prodotti ortofrutticoli che poi venivano etichettati e rivenduti come produzioni della stessa azienda.

Tale impiego di capitali illeciti avrebbe consentito ad Aldo De Pascalis ed ai suoi soci di fatto Giacomo e Filippo Solimando d’investire nell’acquisto di numerosissimi terreni agricoli, immobili, attrezzature, con un’evidente distorsione del mercato agricolo a danno delle aziende concorrenti che non disponevano delle risorse illecite di cui godeva l’azienda De Pascalis.

L’avvocato Pasquale Di Iacovo è il nuovo difensore di Filippo Solimando 

Nella giornata di ieri a Filippo Solimando è stata notificata un’ordinanza attraverso la quale il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Potenza revoca la misura cautelare in carcere che lo stesso giudice gli aveva applicato proprio lo scorso 12 maggio. Il nuovo difensore di Filippo Solimando è l’avvocato Pasquale Di Iacovo del foro di Castrovillari, il quale lo sta difendendo per la prima volta proprio in quest’ultima inchiesta. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 20 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.