Sono accusati dall’autorità giudiziaria della Spagna d’associazione per delinquere finalizzata alla truffa e al riciclaggio di denaro. E dallo scorso mese di giugno, fino a ieri mattina, erano ricercati sulla scorta d’un mandato d’arresto europeo. S’erano resi irreperibili alla giustizia spagnola.

Avevano costituito una società per il commercio d’agrumi, frutta e verdura e ne acquistavano in grandi quantità, emettendo cambiali a lunga scadenza su conti correnti vuoti. I creditori spagnoli una volta che passavano all’incasso della “premiata ditta” truffaldina restavano ovviamente a mani vuote. Da qui una serie di denunce.

La “mente” era Francesco Capalbo, 29 anni, da qualche mese indagato pure in una maxi-inchiesta antimafia condotta dalla Procura distrettuale di Potenza. Il “braccio” era il suo socio, Giovanni Carluccio, 50 anni. I due sono di Corigliano-Rossano e residenti nella periferica e rurale contrada coriglianese di Mandria del Forno.

Ad assicurarli alla giustizia spagnola è toccato ai carabinieri della Stazione di Corigliano Scalo, nella mattinata di ieri. Erano da poco tornati in patria dall’estero, forse proprio dalla Spagna dove le stesse autorità di polizia iberiche non erano riuscite a rintracciarli per arrestarli.

Capalbo e Carluccio – difesi dagli avvocati Enzo Belvedere del foro di Cosenza e Francesco Sammarro del foro di Castrovillari – dalla giornata di ieri si trovano ristretti agli arresti domiciliari in attesa delle decisioni della magistratura spagnola. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 20 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.