Blitz “mirato” della polizia ad Apollinara in casa del pregiudicato 52enne Giuseppe Pepe: custodiva due pericolosi fucili

Un altro blitz “mirato” dei poliziotti del Commissariato di Corigliano-Rossano diretto dal vicequestore Cataldo Pignataro alla ricerca d’armi da sottrarre alla criminalità organizzata nel momento piuttosto delicato che il territorio cittadino sta vivendo attraverso una nuova recrudescenza d’atti offensivi reciproci tra fazioni contrapposte, ultimamente cosumatisi in particolare nel territorio rossanese.

Stavolta, però, la perquisizione dei detective in forza alla squadra di polizia giudiziaria guidata dall’ispettore Stefano Laurenzano s’è consumata nella periferica contrada coriglianese di Apollinara. E precisamente in casa del pregiudicato 52enne del luogo Giuseppe Pepe, nipote del boss di ‘ndrangheta Damiano Pepe alias “Tripolino” attualmente detenuto in carcere.

La perquisizione è stata “fruttuosa” e l’uomo è stato arrestato per ricettazione, detenzione abusiva d’armi comuni da sparo e coltivazione e produzione di sostanza stupefacente finalizzata allo spaccio.

Pepe è stato infatti trovato in possesso di due pericolosi fucili, uno dei quali semiautomatico calibro 12 e con 11 cartucce dello stesso calibro, nascosto dietro un divano nel magazzino adiacente all’abitazione e privo di matricola.

Non solo. Da un altro deposito pertinenza dell’abitazione del pregiudicato sono spuntate pure 8 piante di marijuana alte dai settanta centimetri al metro e mezzo, 5 grammi e mezzo della stessa sostanza e un bilancino di precisione perfettamente funzionante.

I due fucili – uno dei quali risultato rubato lo scorso anno in un altro comune della provincia – erano ben funzionanti e pronti per un eventuale utilizzo.

Giuseppe Pepe è stato ammanettato e condotto in Commissariato. Informato il magistrato di turno in Procura a Castrovillari, questi l’ha assegnato agli arresti domiciliari in attesa del processo per direttissima. redazione@altrepagine.it