È definitiva la proposta dell’importante atto comunale che circola dopo oltre un anno dall’insediamento della commissione consiliare presieduta da Maria Salimbeni? 

Oltre ai consiglieri (neanche tutti) e a qualche assessore comunali, ci dicono che non c’era un cane. Ne sarà rimasta assai dispiaciuta la consigliera Liliana Zangaro, notoriamente cinofila. Persino il sindaco Flavio Stasi si sarebbe trattenuto solo pochi minuti.

Nel pomeriggio dello scorso martedì 20 luglio, la Fondazione Costantino Mortati di Corigliano-Rossano, presieduta dall’avvocato Francesco Tocci, aveva organizzato una tavola rotonda sul tema: “Riflessioni sullo statuto comunale pensando al futuro della città unica”.

Nel dibattito, presieduto dallo stesso Tocci, dopo il saluto istituzionale della presidente del Consiglio comunale Marinella Grillo, sono intervenuti la presidente della Commissione consiliare Statuto Maria Salimbeni (foto in alto) e i professori di diritto dell’Università della Calabria Anna Lasso e Gian Pietro Calabrò, entrambi di Corigliano-Rossano.

Gli stimoli (non colti) di Tocci   

Un’iniziativa lodevole quanto malriuscita, non per demerito del presidente della Fondazione Mortati, al quale si può imputare solo e soltanto il fatto d’avere subito – certamente da parte degli esponenti dell’amministrazione comunale in carica – la sede in cui tenere il convegno.

S’è infatti tenuto nell’aula consiliare rossanese, a dispetto che la Fondazione Mortati sia un organismo culturale di storica matrice coriglianese, affondando le proprie radici sociali nel fatto che il grande giurista e padre costituente italiano, benché fosse un arbëreshë originario di Civita, nacque proprio nel centro storico coriglianese al civico 10 di Via San Francesco.

L’avvocato Francesco Tocci

Purtuttavia, la premessa di Tocci perdona tale mancanza:

«Se l’unanime convinzione di approvare la Carta fondamentale della città unica, attraverso un sereno esame dell’articolato normativo, oggi si scontra con atteggiamenti e visioni contraddittorie che fanno segnare il passo rispetto all’obiettivo principe, è di tutta evidenza che l’iniziativa promossa dalla Fondazione mira a porre in essere un democratico confronto tra diverse ipotesi di ordinamento normativo, affinché lo Statuto non diventi un esercizio di retorica ma costituisca la base per realizzare quelle aspirazioni per molto tempo negate alle comunità locali».

Sulla bozza quasi definitiva di statuto, giudizi feroci

Qualche giorno prima dell’appuntamento, via WhatsApp aveva cominciato a circolare la bozza dello statuto comunale che la Commissione Salimbeni sarebbe intenzionata al più presto di portare in Consiglio comunale per la sua discussione ed approvazione. Ed è questa la spiegazione più plausibile dell’insuccesso di botteghino pareggiato dall’indiscutibile successo di critica dell’iniziativa stessa.

«Un testo disperante, sotto tutti i punti di vista»:

così il noto avvocato rossanese Amerigo Minnicelli – pioniere della fusione tra Corigliano e Rossano – ha definito la “bozza Salimbeni & Co.”, spiegando che «pure un grande ottimista quale mi sento e quale sono, non ha potuto fare a meno di dare a quel testo nemmeno la dignità di un commento e men che meno di una critica in senso tecnico. Quella bozza è un documento vergognoso che sancisce la decadenza di una classe politica locale e la pochezza di chi ha predisposto quel documento sul nulla: becchini della politica e iettatori giocoforza».

L’avvocato Amerigo Minnicelli

Un Minnicelli al vetriolo, feroce come non mai. Non ci capacitiamo. Già, perché la Commissione Salimbeni (composta dai consiglieri comunali di maggioranza Isabella Monaco, Domenico Rotondo, Achiropita “Titti” Scorza, Rocco Gammetta, Piersalvino De Gaetano e Mattia Salimbeni, e dai colleghi di minoranza Vincenzo Scarcello, Gennaro Scorza, Rosellina Madeo e Aldo Zagarese) s’è avvalsa del supporto tecnico d’alcuni stimati professori universitari chiamati – e dal Comune pagati – in qualità d’esperti.

I lavori della Commissione Statuto sono cominciati nel giugno del 2020, e in questo anno abbondante e obiettivamente lungo non sono mancati momenti d’aperto confronto tra gli stessi componenti dell’organismo, coi consiglieri di minoranza che non hanno condiviso il contenuto d’alcuni articoli della bozza. Altri autorevoli soggetti in questi mesi non hanno mancato di criticare tanto gli articoli che sono circolati quanto gli stessi tempi lunghi della commissione.

L’architetto coriglianese Mario Gallina, già assessore nell’ex Comune di Corigliano e da sempre oppositore della fusione tra i due Comuni, ha commentato così:

«Più si va avanti e più si tocca con mano il disastro che si è provocato con la fusione di Corigliano e Rossano: le strampalate teorie si scontrano con la cruda realtà e la vanagloria della vuota idea di grandezza di un progetto senza fondamenta per la costruzione di una grande città immaginaria che scaturisse dalla somma di due grandi criticità!

La fusione è stata e resta un grande errore di sistema che non può essere corretto se non ricostruendo le due nostre realtà municipali e richiudendo questa parentesi come una disgraziata fase storica da dimenticare, che lascerà a tutti noi il compito di recuperare 10 anni di arretramento socio-culturale».

L’architetto Mario Gallina

Che sia alla carbonara oppure all’amatriciana, che sia crudo, cotto, scotto o gran biscotto, noi di AltrePagine, già che ci siamo, la ricetta di statuto alla Zì Marì Salimbeni (& Co.) la incolliamo nella nostra padella. Qui sotto, in formato Pdf che potete pure scaricare. Buona lettura e auguri per la digestione. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 20 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.