Lo Stato è presente: Comando provinciale dell’Arma e Questura hanno rafforzato il presidio del territorio da parte di carabinieri e poliziotti. Indagini in corso sui gravi fatti degli ultimi giorni

Il recente “salto del fosso” del 42enne Nicola Acri, l’ormai ex superboss di ‘ndrangheta ed ex sicario dagli occhi di ghiaccio, ha messo in crisi quella monolitica ’ndrina da lui fondata e negli anni fatta crescere nella sua Rossano, l’area urbana Sud di Corigliano-Rossano.

Assieme agli “equilibri interni” è saltato qualsiasi freno inibitorio

Il “pentimento” del leader carismatico, avvenuto dopo un decennio trascorso al carcere duro del 41-bis, ha fatto saltare lo storico equilibrio interno e con esso è saltato ogni tipo di freno inibitorio tra gli affiliati, quelli di vecchia data e quelli cooptati negli ultimi anni.

Che sia in atto una “scissione” e che sia scattata anche attraverso una serie d’antichi e nuovi “regolamenti di conti” tra ex sodali, è un dato oramai chiaro come il sole. Lo sanno bene i carabinieri della Compagnia rossanese da qualche giorno impegnati sul fronte investigativo dei numerosi, eclatanti, gravi episodi criminali registratisi questa settimana con veloce recrudescenza.

I gravi fatti di questa settimana

Pestaggi ed aggressioni personali, incendi di mezzi, colpi di pistola esplosi contro abitazioni e in aria su pubbliche vie, addirittura l’uccisione a pistolettate d’un cane pastore tedesco la cui carcassa sarebbe stata poi fatta sparire come un ancor più sinistro segnale di “lupara bianca”.

Tra i soldati di questa battaglia senza esclusioni di colpi tra due fazioni contrapposte, una delle quali ha frontalmente ingaggiato la lotta e l’altra che ha subito chiamato a raccolta le proprie – di truppe – per dare risposta alla botta, vi sarebbe pure qualche “compare” rientrato appositamente a Rossano dall’estero, in particolare dalla Germania e prim’ancora delle tragedie alluvionali che hanno interessato la grande nazione teutonica.

Lo Stato c’è 

In mezzo a cotanti e cotali apparenti “invisibili” c’è lo Stato, in forze, con carabinieri e polizia che hanno stretto il dispositivo di controllo e presidio del territorio. Auto militari presenti nelle zone di Matassa, Petra, del Traforo in centro storico, ma anche a Sant’Angelo e sull’intero lungomare rossanese.

I carabinieri del Nucleo operativo della locale Compagnia e del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Cosenza hanno effettuato numerose ispezioni e perquisizioni “mirate” in abitazioni di pregiudicati sospettati d’essere tra i protagonisti dello scontro in atto.

Anche queste ore sono intense per le forze dell’ordine. La Questura di Cosenza ha inviato diversi uomini e mezzi del Reparto prevenzione crimine a dare rinforzo ai poliziotti del Commissariato cittadino.

Il procuratore distrettuale antimafia Nicola Gratteri

Sul fronte delle indagini in merito a quanto finora accaduto è formalmente investita la Procura di Castrovillari col sostituto procuratore Luca Primicerio che ne segue gli sviluppi coordinandone le attività, ma ne è informata anche la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro diretta dal procuratore Nicola Gratteri.

Lo stato d’allerta è molto alto. Già, perché il clima criminale è teso assai e devono essere scongiurate azioni di violenza peggiori di quelle già viste e sentite in questi giorni. direttore@altrepagine.it

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Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 20 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.