La Procura di Castrovillari ha frattanto chiuso le indagini sull’autostazione abusiva: assieme al primo cittadino di Trebisacce altri 5 indagati molto “eccellenti”

«Devono assumere quello che diciamo noi, non quelli che dicono loro, che se no lo chiudo (…), la prossima denuncia che mi arriva che sentono la puzza… Non ci hanno assunto uno».

Nell’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari che contiene gli atti d’accusa dell’inchiesta “Mayor” nei confronti del 60enne sindaco di Trebisacce Franco Mundo, arrestato martedì mattina, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari Simone Falerno scrive a chiare lettere d’un sindaco che «ha dimostrato di non distinguere la sfera privata da quella pubblica» e d’un politico «determinato a raggiungere a tutti i costi l’obiettivo dell’elezione al Consiglio regionale calabrese, e pronto a utilizzare stabilmente mezzi e uomini per soddisfare esigenze personali».

Comportamenti che si sarebbero manifestati «anche nel rapporto con la società “Eurospin” che chiedeva l’effettuazione dell’orario continuato». Mundo sarebbe stato «disponibile solamente a condizione che assumessero persone a lui vicine, minacciando diversamente la chiusura dell’attività».

Incarichi agli amici

Secondo il sostituto procuratore Luca Primicerio «il comportamento poco trasparente del sindaco Mundo lo si evince anche attraverso l’ascolto della conversazione nel corso della quale commenta con il segretario comunale Ciriaco Di Talia la circostanza riguardante il conferimento di un incarico professionale a un architetto, moglie di un membro del suo staff».

Scelta, questa, che avrebbe provocato le lamentele d’un membro della giunta comunale. E Mundo di ciò non si capacita, considerato l’andazzo, che sarebbe stato proprio quello di spartire gl’incarichi professionali con le persone a lui vicine: «Sei o sette tecnici io li ho chiamati tutti quanti: avete qualcuno, qualche amico? Lei (l’assessore che si lamenta, ndr): no, no, no a me non mi interessa di cose, non ne voglio sapere, non ho nessuno e, ma che vuole insomma».

Il Tribunale di Castrovillari

«Trebisacce piegata agli interessi d’un sindaco che non distingue il pubblico dal privato»

Dalle intercettazioni ambientali autorizzate dal gip Falerno «sono emersi recentissimi preoccupanti elementi che evidenziano, ancora una volta, l’asservimento della funzione pubblica ai propri interessi personali. Nella specie, l’utilizzo degli incarichi professionali per il sostegno elettorale».

L’atteggiamento si evincerebbe da una conversazione captata all’interno dell’ufficio del sindaco, che parla col dipendente comunale Michele Calvosa (indagato assieme a lui e dalla giornata di martedì interdetto per 6 mesi dal Comune su disposizione del giudice, ndr) e col vicesindaco Filippo Castrovillari. «Ma gli diamo l’incarico a Trebisacce… che questi sono tutti di fuori», dice Mundo. E Castrovillari ribatte che gli accordi erano altri: «Questi (si riferisce a quelli di fuori, ndr) ti hanno votato tutti quanti, gli impegni li ho presi quando abbiamo fatto le elezioni».

La conversazione è del 31 maggio scorso, si riferiscono alle elezioni regionali del 28 gennaio 2020. Mundo e Calvosa la vedono diversamente. Il sindaco vorrebbe coinvolgere più gente del posto: «E se no tu vai a Cosenza, vai a prendere i voti, ti dicono».

Il gip Falerno osserva che «questa continuativa gestione disinvolta e priva di scrupoli della sua posizione di potere suggerisce che, in difetto di idonea cautela, l’indagato tornerà certamente a delinquere».

L’autostazione di Trebisacce

L’autostazione abusiva: indagini chiuse e altri 5 indagati eccellenti

Frattanto la Procura ha già ufficialmente chiuso la prima inchiesta, quella da cui è scattata la discendente parabola giudiziaria del sindaco di Trebisacce. Vale a dire quella per la costruzione – abusiva – dell’autostazione comunale.

Qui, oltre a Mundo, vi sono altri 5 indagati, tutti di Trebisacce e tutti eccellenti: Antonio Brunacci, 56 anni, responsabile dell’Area tecnica del Comune e Responsabile unico del procedimento di gara, Filippo Castrovillari, 63, vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, Giampiero Regino, 55, all’epoca assessore al Commercio, Mario Rocco Carlomagno, 68, amministratore unico e legale rappresentante della nota impresa d’autotrasporti “Saj Srl”, società concessionaria dei lavori dell’autostazione, Giuseppe Petrone, 53, legale rappresentante dell’impresa “Petrone Srl” che ha realizzato l’appalto dei lavori, Pietro Antonio Romano, 67, direttore dei lavori.

Secondo il sostituto procuratore Primicerio avrebbero violato il Testo unico sull’edilizia realizzando il manufatto in un territorio costiero compreso in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia, zona sottoposta a vincolo paesaggistico dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, e dunque senza la relativa autorizzazione.

Dalle indagini, che la Procura aveva delegato alla guardia di finanza, è emerso che l’autostazione era stata realizzata in assenza del necessario permesso di costruire, trattandosi d’un intervento non qualificabile come opera pubblica in quanto realizzato da un privato concessionario e non direttamente dalla pubblica amministrazione. direttore@altrepagine.it

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Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 20 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.