Dopo sei anni e mezzo, oggi nel Tribunale di Castrovillari è finito l’incubo del 52enne coriglianese Francesco Coppola, ingiustamente additato dalla 46enne concittadina Angela Martilotti. L’uomo è stato assolto

Lei non accettava la fine della loro relazione clandestina ed extraconiugale. Lui a un certo punto aveva infatti deciso di non continuare più quel rapporto. Cosicché lei aveva pensato di denunciarlo. Accuse pesanti assai: violenza sessuale ed atti persecutori, stalking.

Da lì – era il dicembre del 2014 – per l’uomo cominciò un vero e proprio calvario giudiziario. Terminato proprio oggi nel Tribunale di Castrovillari, dove ha potuto tirare un bel sospiro di sollievo quando il presidente del collegio penale Giusy Ferrucci (a latere Bruno e Antonaci) ha letto in aula il dispositivo della sentenza assolutoria. Che gli ha riconosciuto l’innocenza.

Lui è Francesco Coppola, 52 anni, coriglianese, all’epoca dei fatti titolare d’una nota pescheria allo Scalo coriglianese di Corigliano-Rossano. Lei è Angela Martilotti, 46 anni. Entrambi sposati.

Le pesantissime accuse della donna

Secondo le accuse formulate dalla Procura – sulla base della circostanziata querela che era stata sporta dalla Martilotti nei confronti di Coppola – lui avrebbe posto in essere nei confronti di lei

«reiterati atteggiamenti persecutori e vessatori tali da ingenerare un costante stato di paura, determinando l’insorgere d’un fondato timore per la propria incolumità.

In particolare: nei primi mesi del 2013 la faceva entrare nel locale della pescheria, chiudeva la porta e la costringeva a subire un rapporto sessuale; successivamente la costringeva più volte ad avere ulteriori rapporti sessuali sotto la minaccia che avrebbe riferito tutto al marito e che avrebbe mostrato ai suoi parenti un video girato durante uno degli incontri sessuali;

nel maggio del 2014 la picchiava e la costringeva a subire un rapporto sessuale nonché a promettergli che si sarebbe concessa ancora; nel giugno del 2014 recapitava al marito dei biglietti anonimi nei quali attribuiva alla moglie diverse relazioni con altri uomini e lo appellava “Cornuto”; nel settembre del 2014 la seguiva con la sua autovettura ed al rifiuto della donna di salire a bordo la insultava e minacciava dicendole: “Puttana, zoccola, sei una lorda, lo dirò a tutti che sei stata la mia amante. Tutta Corigliano lo saprà”; il 23 novembre del 2014, lungo la pubblica via, le si accostava con la vettura e le diceva: “Puttana, dove stai andando a fare la zoccola?».

Il Tribunale di Castrovillari

Poche ore fa, dunque, i giudici hanno stabilito che Coppola era stato ingiustamente accusato dalla Martilotti, solo perché non accettava la fine della loro relazione.

La soddisfazione dell’avvocato difensore dell’uomo  

Nella lunga istruttoria dibattimentale l’uomo è stato appassionatamente difeso dall’avvocato Francesco Sammarro del locale foro, il quale afferma d’avere «sempre creduto nell’assoluta innocenza dell’uomo rispetto alle infamanti accuse della sua ex amante». Che s’era costituita parte civile in giudizio, assistita dall’avvocato Francesca Caracciolo dello stesso foro castrovillarese.

Secondo l’avvocato Sammarro «il Tribunale ha dato giustizia non soltanto al mio assistito, che può finalmente buttarsi alle spalle questa brutta vicenda, ma anche alle vere vittime di questi gravi reati, per i quali il nostro ordinamento giuridico prevede pene pesantissime troppo spesso inflitte sulla scorta delle sole dichiarazioni della parte offesa». redazione@altrepagine.it