Dovendo scegliere, tra i tanti, un monumento da eleggere a simbolo del degrado urbano di Corigliano-Rossano, che riflette come in uno specchio anche il suo degrado culturale, siamo stati assai combattuti.

Alla fine abbiamo pensato che la soluzione migliore l’abbiamo appena dietro l’angolo della nostra stessa redazione. Lungo Via Adua, allo Scalo coriglianese, che imbocca Via Nazionale, sua principale arteria stradale. Al centro d’un quartiere popolosissimo, basti pensare che a pochi metri v’è la chiesa e la parrocchia più grande dell’intera Arcidiocesi di Rossano-Cariati, quella dedicata ai due Santi Martiri coriglianesi Nicola Abenante e Leone Somma.

Sull’asfalto di Via Adua c’è una griglia di raccolta delle acque piovane. La grata stradale evidentemente è posizionata male oppure il suo alloggiamento è sfasato per via del continuo passaggio delle auto di residenti del quartiere e non.

Il rumore che provoca al passaggio di un’auto era da tanto tempo motivo d’insofferenza da parte dei cittadini che abitano negli stabili adiacenti, molestati tanto di giorno quanto di notte quando essi dormono, dal rumore di quel ferro a dislivello sulla strada. E per tale motivo gli stessi cittadini avevano, giustamente, ripetutamente segnalato il loro disagio agli uffici del Settore Manutentivo del Comune, i cui tecnici ed operai dopo tanto insistere sono stati chiamati a porvi rimedio.

Da un paio di mesi in qua il rimedio c’è. Eccola lì: è la transenna “dei miracoli” ed è posizionata esattamente da due mesi proprio sulla grata. Al centro della strada. Per potervi passare con l’auto – il transito è assolutamente consentito – basta posizionarsi sulla destra o sulla sinistra, a seconda delle preferenze politiche dell’automobilista di turno, scansando il monumento-simbolo ch’è stato già segnalato all’Unesco per essere candidato a patrimonio culturale dell’umanità.

Probabilmente quella grata è d’una lega metallica irrispettosa o difficile perché un fabbro possa mettevi mano con incudine e martello, la Lega Nord di Salvini o la Champions League inconciliabili con le magliette di “Io sono il sud” che fanno la claque al sindaco Flavio Stasi. Il quale detiene, tra le tantissime altre, anche la delega alla Manutenzione.

Il sindaco Stasi e l’assessora Novellis

Di fronte a “Sua maestà” il monumento di Via Adua, non unico bensì uno dei tanti con le stesse fattezze in lungo e in largo sul territorio, nulla possono il Castello ducale, il Quadrato Compagna e il Museo del Codex né il “Festival del libro” che in modo itinerante essi ospiteranno nei prossimi giorni sotto l’attenta regìa dell’assessora alla Città della Cultura Donatella Novellis.

La pagina Facebook del “Personaggio politico” Novellis 

«Per viaggiare lontano non c’è migliore nave di un libro»: la citazionista dell’effimero all’uopo cita la poetessa americana Emily Dickinson. Il progetto culturale della Novellis viaggia infatti proprio via mare e si chiama “Àncora di parole: un porto aperto alle culture”.

I cittadini che attraversano in auto Via Adua non si facciano alcuna illusione. Già, perché questa è gente che non vive affatto per strada, essendo imbarcata su un bastimento carico di “cultura”, e soprattutto di parole. Basta spostare l’accento, infatti, ed ecco che l’“àncora” del cargo battente bandiera liberiana della Novellis diventa un avverbio di tempo. Col quale si potrebbe facilmente esclamare: «Ancora parole!»… dopo più di due anni di gestione amministrativa.

Le segnalazioni sulla mancanza d’acqua in tantissime zone che stiamo ricevendo in redazione in queste settimane e in questi giorni sono sintomatiche di quanto la partita tra “degrado” e “cultura” a Corigliano-Rossano s’attesti su un laconico risultato di dieci a zero. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 20 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.