Due del luogo, due coriglianesi, due cassanesi e uno spezzanese finiti in carcere costituivano la “rete” del traffico e dello spaccio d’eroina nel piccolo comune interno

Oltre una settantina d’episodi di spaccio di droga pesante – in particolare eroina – sono cristallizzati nelle carte dell’inchiesta denominata “Thurium”, condotta “sul campo” dai carabinieri e coordinata dal sostituto procuratore di Castrovillari Flavio Serracchiani.

L’intenso traffico avveniva nel Comune di Terranova da Sibari ed era condotto da due persone del luogo, due di Corigliano, due di Cassano Jonio e una di Spezzano Albanese. Una ramificata rete di soggetti in piena attività da prima del primo lockdown per il Covid-19, proseguita a rilento causa delle restrizioni, ma ripresa pienamente nel post-lockdown dal mese di maggio del 2020 in avanti.

I carabinieri ne hanno documentato le modalità d’approvvigionamento dello stupefacente nella provincia di Taranto e nel Comune di Cassano Jonio e la rivendita nella piazza di spaccio di Terranova da Sibari anche attraverso numerose intercettazioni telefoniche.

Sei indagati in carcere e una agli arresti domiciliari

Si tratta di: Alfredo Biscardi, 35 anni, di Terranova; Eliana Hernandez Acosta, 36, originaria della Colombia e residente a Terranova; Francesco Pisani detto “’U pinguino”, 40, di Corigliano; Anna Sammarro meglio nota come ”Patrizia”, 36, di Corigliano; Vincenzo Salvo, 49, di Spezzano Albanese; Salvatore Greco, 25, di Cassano Jonio, e Carmine Mastrota, 35, di Cassano Jonio.

Tutti finiti in carcere l’altro ieri mattina su disposizione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari Simone Falerno, eccetto la colombiana per la quale lo stesso gip ha disposto gli arresti domiciliari.

Stamane i sette sono comparsi in Tribunale per gl’interrogatori di garanzia, assistiti dai loro difensori (gli avvocati Pasquale Di Iacovo, Rosetta Rago, Giovanni Milito ed Andrea Ponzo del locale foro). Nessuno ha inteso di sottoporsi all’interrogatorio, avvalendosi della facoltà di non rispondere, ma tutti si sono avvalsi della facoltà di rendere spontanee dichiarazioni al giudice. redazione@altrepagine.it

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