Giovane laureando coriglianese aggredito e malmenato dal titolare d’un bar sul lungomare rossanese

Sicuramente s’è trattato d’una notte di follia. Forse però c’è qualche verità più recondita dietro al fatto accaduto nel primo sabato notte della movida di luglio a Corigliano-Rossano.

Che forse è riconducibile proprio a quella convivenza sociale che per molti è stata politicamente forzata e continua ad esserlo tra le due comunità, quella coriglianese e quella rossanese da qualche anno unite sotto le insegne del Comune unico.

Verso le 5 del mattino due giovani coriglianesi entrambi sotto la trentina, che avevano trascorso la loro lunga notte tra i locali all’aperto del lungomare rossanese di Sant’Angelo, si sono fermati alla loro ultima “stazione”, un bar-paninoteca ubicato sullo stesso lungomare.

Uno dei due s’era messo nella consistente fila per ordinare qualcosa da mangiare, mentre l’amico l’aspettava fuori dalla fila ma sempre nel locale. Quest’ultimo, considerato che l’altro aveva una bottiglietta d’acqua in mano, ha chiesto all’amico di passargliela per bere, e l’amico, anziché allungare la mano, gliel’ha lanciata. E tutto sarebbe scaturito da quel gesto, sicuramente improvvido, ma certamente perdonabile.

Chi non ha voluto sapere ragioni di perdonarlo è stato il titolare del bar: «Nel mio locale queste cose non si fanno».

Dapprima è stata solo una polemica, quasi una disputa, ma solo e soltanto verbale, accento rossanese contro accento coriglianese e viceversa. Poi l’animo del commerciante s’è scaldato: ha alzato le mani. E ha trovato “man forte” per fortuna solo d’incitamento verbale da parte d’altri avventori tutti rossanesi.

Il giovane coriglianese, 26 anni, laureando in Giurisprudenza (dovrà discutere la tesi tra una ventina di giorni) è stato aggredito e malmenato.

L’amico ha allertato le forze dell’ordine: a fatto già compiuto sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia rossanese e i poliziotti del Commissariato cittadino.

Il reato è perseguibile a querela di parte e nelle prossime ore la denuncia sarà formalizzata dall’interessato. Costretto a dovere ricorrere alle cure del Pronto soccorso. La prognosi stabilita dai medici per la guarigione dalle lesioni è di 25 giorni. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 20 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.