Una lunga, drammatica storia di violenze fisiche e psicologiche tra le mura domestiche d’una famiglia di Corigliano-Rossano, una famiglia nota e della Corigliano-Rossano “bene”.

Durata ben dodici anni. Protagonista una coppia di coniugi matura. Lui 61enne, G.S., noto imprenditore edile rossanese, in passato anche proprietario d’un supermercato successivamente chiuso. Lei, M.G.C., di qualche anno più giovane.

Lo scorso 21 maggio la moglie chiama allarmata il 113 della polizia per una lite col marito. Al loro arrivo, i poliziotti del Commissariato cittadino diretto dal vicequestore Cataldo Pignataro trovano la donna con evidenti lesioni al volto, al collo e alle braccia, ancora in forte stato d’agitazione. Riferisce d’essere stata vittima di violenze da parte del marito. Scatta così una delicata e complessa attività d’indagine sotto la direzione del sostituto procuratore di Castrovillari Giovanni Tedeschi.

Pochi giorni dopo, la vittima viene invitata in Commissariato dagli uomini della squadra di polizia giudiziaria guidata dall’ispettore Stefano Laurenzano. Da lì il lungo racconto della donna: un vero e proprio rosario di maltrattamenti, accanite e brutali violenze d’ogni sorta subite in tanti anni da parte del coniuge. Un quadro davvero allarmante: sin dal 2009 la donna subiva, anche in presenza del figlio minore.

L’epilogo stamane. Quando gli stessi poliziotti hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa della misura cautelare che dispone l’allontanamento dalla casa familiare, con divieto d’avvicinamento ai luoghi frequentati dalla moglie, nei confronti dell’imprenditore. Il provvedimento reca la firma del giudice per le indagini preliminari di Castrovillari Lelio Festa. redazione@altrepagine.it