di Fabio Buonofiglio

Per effetto del terremoto giudiziario abbattutosi sul Comune al segretario comunale resta, seppur momentaneamente, la dirigenza dell’Avvocatura. Gl’incarichi ad interim sono già stati affidati ai dirigenti Le Fosse e Fragale

Se la sono giocata “diplomaticamente”, ma, per dirla alla paesana, se la sono giocata furba il sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi e il segretario generale del Comune Paolo Lo Moro suo braccio destro ed operativo (i due insieme nella foto). Lo scorso 26 maggio Lo Moro aveva fatto pervenire al protocollo del Comune una nota indirizzata a Stasi – sicuramente concordata tra i due – nella quale richiedeva al primo cittadino di poter essere “alleggerito”

d’alcune dirigenze comunali che da tempo deteneva ad interim e senza soluzione di continuità. Alla base della richiesta di dismissione da quegl’incarichi conferitigli dal sindaco il segretario ha addotto “motivi di salute”.

Che Stasi, nel testo del decreto odierno – forse scritto troppo frettolosamente – ritiene “condivisibili” indossando all’uopo il camice del medico.

IL DECRETO SINDACALE ODIERNO

Il decreto di Stasi è di oggi pomeriggio. Il sindaco, in pratica, licenzia Lo Moro dalle dirigenze dei settori Polizia locale e Risorse umane ed informatizzazione, il personale comunale, insomma.

Purtuttavia a Lo Moro resta – ancora per poco per quanto s’evince dal decreto sindacale – la dirigenza ad interim del Settore Avvocatura civica “in attesa d’individuare un’alternativa praticabile”.

I settori della Polizia Locale e delle Risorse umane ed informatizzazione passano di mano, rispettivamente ed entrambi ad interim ai dirigenti Antonio Le Fosse e Danilo Fragale.

Il sindaco s’è trovato costretto suo malgrado a scrivere il decreto di oggi pomeriggio

L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI CASTROVILLARI: LO MORO INDAGATO

Ciò accade a due settimane esatte dalla deflagrazione del terremoto giudiziario che ha investito il Comune e che tra gli altri vede indagato – proprio nell’ambito delle due funzioni dirigenziali oggi dismesse – il segretario generale Lo Moro.

Il quale, per compito d’istituto, è pure il responsabile della trasparenza amministrativa e l’autorità anticorruzione del Comune. Il sostituto procuratore di Castrovillari Flavio Serracchiani ha da tempo iscritto nel registro degl’indagati il “terzetto” che dalla scorsa estate dirigeva i vigili urbani coriglianrossanesi, e con accuse assai pesanti sulla scorta delle indagini svolte dalla guardia di finanza di Rossano.

ACCUSE PESANTI AL SEGRETARIO COMUNALE E AI SUOI DUE “REGGENTI” AL COMANDO DEI VIGILI

Si tratta di Lo Moro, del maggiore Pietro Pirillo, vicecomandante del corpo dei vigili, nonché dell’ispettore Fabio Marcello Milione.

Agli ultimi due, entrambi appartenenti agli uffici rossanesi del Comando dei vigili, proprio Lo Moro aveva assegnato la “reggenza” della Polizia locale in attesa che venga espletato il concorso già bandito e finalizzato ad assumere il nuovo comandante del Corpo e al contempo dirigente del Settore Polizia locale.

Lo Moro e Milione sono indagati di falso materiale in atto pubblico, Pirillo invece di truffa aggravata ai danni dello Stato e fraudolenta attestazione della propria presenza in servizio, tutt’e tre per fatti che sarebbero accaduti la scorsa estate.

Una sequenza delle indagini delle fiamme gialle

COINVOLTI ALTRI 6 VIGILI: IN TUTTO 9 INDAGATI

Nella stessa inchiesta figurano indagati altri 6 vigili urbani, tutti appartenenti agli stessi uffici rossanesi del Comando.

Pirillo due settimane fa è stato interdetto dal proprio servizio su disposizione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari Biagio Politano, che gli ha fatto notificare la misura cautelare dagli stessi finanzieri che avevano piazzato le telecamere “spia” nei loro uffici, registrando quanto accadeva.

Oggi il segretario generale Lo Moro e il sindaco Stasi, attraverso il “loro” decreto, hanno implicitamente risposto agl’interrogativi che proprio due settimane fa aveva retoricamente posto AltrePagine: Lo Moro e Milione – fino a un eventuale processo e ad una loro eventuale assoluzione – possono continuare a dirigere i vigili?

L’ispettore Milione, indagato col dottor Lo Moro e per lo stesso presunto reato del dottor Lo Moro, può continuare ad essere affidatario d’una posizione organizzativa nel corpo dei vigili urbani affidatagli proprio dall’indagato dottor Lo Moro? direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 20 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.