di Fabio Buonofiglio

L’inizio della collaborazione con la giustizia del 42enne Nicola Acri detto “Occhi di ghiaccio”, il superboss di ‘ndrangheta di Rossano e della Sibaritide, risale a circa due settimane fa. Quando l’ergastolano, dal braccio di massima sicurezza del carcere di Cuneo ove si trovava recluso in regime di 41-bis da un decennio, il capo ‘ndrina rossanese, ha richiesto di poter parlare coi magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.

 

La notizia “ufficiale” del suo addio alla criminalità organizzata è del primo pomeriggio di oggi. Quando il sostituto procuratore generale della Corte d’Assise d’appello di Catanzaro, Luigi Salvatore Maffia, nel corso d’un dibattimento processuale, ha richiesto al collegio giudicante di poter depositare un verbale d’interrogatorio «d’un soggetto indagato in un altro procedimento».

 

Il dibattimento in questione è il processo d’appello ter per il duplice omicidio di ‘ndrangheta in cui rimasero vittime Giuseppe Cristaldi e Biagio Nucerito, due pregiudicati di Cassano Jonio ammazzati proprio nella città sibarita il 6 gennaio del 1999.

 

Nel corso dell’udienza s’è poi appreso che Nicola Acri aveva revocato i suoi due precedenti avvocati difensori, al posto dei quali ha nominato l’avvocato Raffaelina Casalenuovo del foro di Catanzaro.

 

Il palazzo della Corte d’Assise d’appello di Catanzaro

 

Il presidente della seconda sezione penale della Corte d’Assise d’appello catanzarese, Francesca Garofalo, ha emesso un’ordinanza attraverso la quale ha disposto l’acquisizione del verbale d’interrogatorio di “Occhi di ghiaccio” nonostante la dura opposizione dell’avvocato Roberta Provenzano, difensore dell’imputato Franco Abbruzzese alias “Dentuzzo”, capo del locale ‘ndranghetista degli “zingari” di Cassano Jonio, ai fini della prossima audizione in aula proprio del neo collaboratore di giustizia Nicola Acri.

 

Nicola Acri e Franco Abbruzzese: fino a ieri amici ed alleati, da oggi nemici

 

Il processo sul duplice omicidio Cristaldi-Nucerito è dunque giunto al terzo appello, dopo due annullamenti della Corte di Cassazione, che dapprima aveva annullato con rinvio due sentenze d’assoluzione, mentre un’altra sezione penale della stessa Suprema Corte di recente aveva deciso di rimettere il giudizio a un nuovo processo a seguito della condanna dei due imputati: “Dentuzzo” e “Occhi di ghiaccio, appunto.

 

La prossima udienza è stata già fissata per il prossimo 20 settembre. E proprio quel giorno sarà sentito in aula (con ogni probabilità collegato in videoconferenza) il neo “pentito” Acri.

 

“Occhi di ghiaccio” avrebbe già reso numerose dichiarazioni su diversi omicidi di ’ndrangheta consumati a Cassano Jonio e nel resto della Sibaritide negli ultimi 20 anni. Che dalla carta dei verbali, da settembre in poi, dovrà ripetere in viva voce nei processi in cui sarà chiamato a deporre contro i suoi oramai ex sodali.

 

I più stretti familiari di “Occhi di ghiaccio” hanno già lasciato Rossano alla volta di località protette.

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Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 20 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.