Una maxirissa nel piazzale antistante il supermercato Eurospin finisce con 6 arresti da parte della polizia. La segnalazione era giunta al 113 da parte d’alcuni cittadini, allarmatisi per lo scoppio del parapiglia all’interno del parcheggio del noto esercizio commerciale di Viale Sant’Angelo allo scalo rossanese di Corigliano-Rossano.

 

Ad intervenire sul posto è toccato agli agenti della squadra di polizia giudiziaria del Commissariato cittadino diretto dal vicequestore Cataldo Pignataro.

 

Gli uomini della squadra diretta dall’ispettore Stefano Laurenzano hanno sedato la rissa scatenata da futili motivi e che ha coinvolto 4 extracomunitari di nazionalità pachistana e una coppia d’italiani del posto, tra cui una donna. Alcuni tra i due gruppi contrapposti hanno precedenti penali.

 

 

Attimi concitati. Frangenti nei quali, con grande difficoltà, i poliziotti sono riusciti infine a placare gli animi e a disarmare uno dei “belligeranti”, che ha lasciato scivolare a terra un coltello da cucina prontamente recuperato e sequestrato, mentre un italiano e la propria compagna tentavano di colpire con un paletto metallico uno straniero armato con un bastone di bamboo.

 

Sono però volati schiaffi, calci e pugni. Con alcuni che sono rimasti contusi e feriti, ma per fortuna in modo lieve.

 

Provvidenziale, dunque, l’intervento dei poliziotti, che ha scongiurato conseguenze peggiori. Alla fine i rissaioli sono stati condotti in Commissariato, dove sono stati tutti dichiarati in arresto con l’accusa – appunto – di rissa aggravata, ma anche di lesioni personali, detenzione d’oggetti atti ad offendere e minacce.

 

 

Assegnati ai domiciliari su disposizione del magistrato di turno in Procura a Castrovillari, il sostituto procuratore Angela Continisio, stamane il sestetto è comparso nel Tribunale della città del Pollino. Dove il giudice per le indagini preliminari ne ha convalidato gli arresti.

Confermando la misura cautelare dei domiciliari per uno solo dei partecipanti alla rissa. Agli altri cinque è stato infatti applicato l’obbligo di firma nella locale caserma dei carabinieri, almeno fino alla celebrazione del processo. 

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