Il day after del terremoto giudiziario abbattutosi sul Comune, col segretario generale dell’ente e i massimi vertici della Polizia municipale indagati dalla Procura per gravi reati

 

 

di Fabio Buonofiglio

Per qualche assessoressa del Comune di Corigliano-Rossano la notizia di ieri è stata una porta di legno graffiata appena dopo ch’era stata restaurata da un bravissimo falegname. Una notizia di sega, insomma. Per il circolo della stampa rossanese, invece, è stata la scoperta d’un general generico vigiletto urbano pizzicato per un mese intero a fare il furbettino, facendosi timbrare il cartellino dai suoi collegucci.

 

UN TERREMOTO GIUDIZIARIO

Per AltrePagine, e solo per AltrePagine, la notizia è stata invece la bufera giudiziaria – che sarebbe meglio definire “terremoto” – abbattutasi sul Municipio e in particolare sui vertici della polizia municipale.

 

Sì, perché il triumvirato – che sarebbe meglio definire “terzetto” – che guida i vigili urbani coriglianrossanesi è finito per intero nelle maglie della giustizia e con accuse assai pesanti. Formulate dalla Procura di Castrovillari sulla scorta delle indagini svolte dalla guardia di finanza.

 

INDAGATO DALLA PROCURA L’INTERO VERTICE DELLA POLIZIA MUNICIPALE

Si tratta, com’è oramai noto a tutti, del dottor Paolo Lo Moro (nella foto d’apertura in piedi e al fianco del sindaco Flavio Stasi), segretario generale del Comune, responsabile della trasparenza amministrativa, autorità anticorruzione dell’ente e dirigente (tra l’altro) proprio del Settore di Polizia locale, dell’ispettore Fabio Marcello Milione nonchè del vicecomandante del corpo, il maggiore Pietro Pirillo.

 

Il maggiore Pietro Pirillo in uno scatto di qualche anno fa

 

ACCUSATI NELL’ESERCIZIO DELLE LORO FUNZIONI

I primi due indagati di falso materiale in atto pubblico, il terzo di truffa aggravata ai danni dello Stato e fraudolenta attestazione della propria presenza in servizio, per fatti che sarebbero accaduti la scorsa estate. Le eventuali responsabilità penali sono individuali.

 

LA RESPONSABILITÀ POLITICA DEL SINDACO STASI

C’è però una responsabilità politica. Poco meno di due mesi or sono, infatti, Lo Moro, fiduciario del sindaco Flavio Stasi il quale già da svariati mesi gli ha affidato la dirigenza amministrativa del corpo dei vigili, aveva nominato i due nuovi responsabili del corpo stesso: proprio Pirillo e Milione, entrambi appartenenti a quel che fu il comando dei vigili dell’ex Comune di Rossano prima della fusione con Corigliano.

 

Le due nomine, in attesa dell’espletamento del pubblico concorso nel frattempo bandito e finalizzato alla copertura del posto vacante di Comandante-Dirigente dei vigili urbani. Pirillo da ieri è sospeso su provvedimento del giudice per le indagini preliminari, Lo Moro e Milione – invece – sono tuttora in servizio.

 

PARLA L’AMMINISTRAZIONE: UNA FIERA DELL’OVVIO

«Massima fiducia nell’operato della giustizia a cui lasciamo il compito di indagini e ricerca della verità», afferma in una nota di qualche ora fa l’amministrazione comunale del sindaco Stasi. Che, bontà sua, “lascia” alla magistratura quel ch’è il suo compito.

 

La fiera dell’ovvio cui da anni ci ha abituati la cosiddetta “malapolitica” che da Stasi & Company non differisce formalmente né informalmente. «All’amministrazione spetta il compito di garantire trasparenza», aggiungono gl’inquilini del Municipio. Già. Parole. Avessero tenuto le bocche chiuse, almeno…

 

L’ispettore Fabio Marcello Milione

 

PIRILLO SOSPESO DALLA MAGISTRATURA, MA LO MORO E MILIONE POSSONO CONTINUARE A DIRIGERE?!

Già, perché il problema che Stasi e compagnia sorvolano è il seguente: il dottor Lo Moro, indagato proprio per un esercizio delle proprie funzioni ritenuto illegale, fino a un eventuale processo e ad una propria eventuale assoluzione, è politicamente corretto che continui a svolgere la funzione di segretario comunale, di responsabile della trasparenza amministrativa ed autorità anticorruzione, a dirigere la polizia municipale come gli altri settori amministrativi affidatigli da Stasi e a presiedere una commissione di concorso che l’ha visto scivolare in un presunto reato?

 

E l’ispettore Milione, indagato col dottor Lo Moro e per lo stesso reato del dottor Lo Moro, può continuare ad essere affidatario d’una posizione organizzativa nel corpo dei vigili urbani affidatagli proprio dall’indagato dottor Lo Moro?

Tutte domande per noi retoriche. Un po’ meno (retoriche) però delle affermazioni di Stasi e compagnia cantante.

 

IL BRACCIO DESTRO DI STASI E DELLA SUA SGANGHERATA AMMINISTRAZIONE

Forse una risposta ce l’ha data proprio Stasi, ante litteram, il 6 marzo scorso: «Il dottor Paolo Lo Moro non solo è persona rinomatamente competente e perbene: con uno spirito di attaccamento inspiegabile per una persona originaria di altri luoghi, vista la carenza di dirigenti e l’impossibilità prolungata di fare concorsi, ha accettato di ricoprire il ruolo di dirigente ad interim anche di più settori contemporaneamente, assumendosi grande responsabilità, lavorando in condizioni precarie e senza prendere un centesimo di euro in più».

 

D’altronde che Lo Moro sia il braccio destro di Stasi e il braccio “operativo” della sua sgangherata amministrazione, certo non ce lo doveva venire a confessare Stasi… 

direttore@altrepagine.it

 

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