A tre mesi dalla sentenza di Castrovillari, a Catanzaro s’annuncia grande battaglia con gli avvocati dei 7 condannati per le aste giudiziarie truccate

 

 

di Fabio Buonofiglio

Doppio appello. Il processo di secondo grado ai 7 “colletti bianchi” condannati lo scorso 8 febbraio dal Tribunale di Castrovillari, a breve approderà dinanzi ai giudici. Quelli della Corte d’appello di Catanzaro (foto). Nella cui cancelleria sono stati depositati i ricorsi degli avvocati. E non solo.

 

Già, perché a ricorrere contro la sentenza pronunciata a Castrovillari è stato pure il pubblico ministero del primo processo, il sostituto procuratore del Pollino Luca Primicerio.

Il magistrato requirente evidentemente non è uscito soddisfatto dopo il verdetto del giudice per le indagini preliminari Lelio Festa.

 

LA SENTENZA DI PRIMO GRADO

Il togato aveva giudicato 7 degli 8 imputati, col rito abbreviato per come richiesto dai primi. Ai 7 giudicati a Castrovillari (nell’inchiesta risultano indagate altre 40 persone) e a un imputato giudicato invece dal Tribunale di Salerno, erano stati inflitti oltre 24 anni di carcere complessivi poichè riconosciuti colpevoli di truccare le aste giudiziarie nello stesso Tribunale di Castrovillari.

 

L’INCHIESTA

L’inchiesta denominata White collar (colletto bianco, appunto), era durata due anni e la scorsa estate aveva fatto emergere la lunga serie di presunti illeciti relativi alla gestione delle aste giudiziarie, ad opera di noti avvocati e commercialisti di Corigliano-Rossano e non solo, in combutta con spregiudicati imprenditori della città jonica e della Sibaritide.

 

Andrea Zangaro

 

LE SINGOLE CONDANNE

Gli 8 condannati sono:

Giuseppe Andrea Zangaro, 44 anni, dipendente del Comune di Corigliano-Rossano con funzione di cancelliere nell’ufficio del Giudice di pace coriglianese, dallo scoppio dell’inchiesta sospeso da parte del Comune (difeso dagli avvocati Maurizio Minnicelli e Francesco Paolo Oranges del foro di Castrovillari): 7 anni e undici mesi di reclusione;

 

Giorgio Alfonso Le Pera, 49 anni, agronomo, (difeso dall’avvocato Giovanni Scatozza del foro di Castrovillari): 2 anni e quattro mesi; Carmine Placonà, 50 anni, imprenditore (difeso dagli avvocati Maurizio Minnicelli e Francesco Sammarro del foro di Castrovillari): 1 anno e quattro mesi;

 

Alfonso Petrone

 

Alfonso Cesare Petrone, 61 anni, avvocato (difeso dalla collega Gisella Santelli del foro di Castrovillari): 2 anni e quattro mesi; Luisa Faillace, 41 anni, avvocato (difesa dai colleghi Luca e Michele Donadio del foro di Castrovillari): 3 anni e tre mesi;

 

Giovanni Romano, 54 anni, commercialista (difeso dagli avvocati Antonio Pucci del foro di Castrovillari ed Enzo Belvedere del foro di Cosenza): 1 anno e dieci mesi (l’unico con pena sospesa); Antonio Guarino, 55 anni, imprenditore (difeso dall’avvocato Pasquale Di Iacovo del foro di Castrovillari): 1 anno.

 

IL PROCESSO STRALCIO A SALERNO

Nel processo stralcio celebratosi al Tribunale di Salerno erano stati infine condannati sia Giuseppe Andrea Zangaro – a 4 anni e sei mesi – sia l’avvocato coriglianese Carlo Cardile, a 4 anni e tre mesi.

 

Carlo Cardile

 

Per alcuni capi d’imputazione che coinvolgevano assieme Zangaro e Cardile il processo era stato trasferito a Salerno, sul cui Tribunale ricade la competenza giurisdizionale per i reati che coinvolgono esponenti della magistratura appartenenti al distretto di Corte d’appello di Catanzaro. Cardile, infatti, oltre che essere avvocato del foro di Castrovillari, da anni ricopre l’incarico di giudice onorario nel Tribunale di Crotone.

 

A Catanzaro si preannuncia dunque grande battaglia… 

direttore@altrepagine.it

 

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