di Fabio Buonofiglio

Qualcuno ci raccontava, tempo addietro, d’avere raccolto delle confidenziali esternazioni da parte d’un suo caro amico, ex sindaco di Rossano. Spifferi sull’attuale sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi. Il quale, da quando una decina d’anni fa s’affacciò al movimentismo politico interessato, sarebbe stato sempre

 

«bravissimo a farsi pubblicamente notare e a pavoneggiarsi nelle collettive disgrazie». Già. Il ragazzo leader della “protezione civile” con gli stivali a coscia a spalare il fango dopo le alluvioni, la cui iconoclastia ricorda un po’ il Mussolini del trattore nella campagna del grano, o il Salvini odierno nei suoi innumerevoli numeri tipo quello di citofonare a un presunto spacciatore di droga per chiedergli se fosse effettivamente spacciatore.

 

A proposito: lo Stasi è un autentico spacciatore di «buon governo» (sic!) della cosa pubblica nei suoi quasi due anni d’auge più che da sindaco da capopopolino della protezione civile, da autodidatta direttore sanitario ed amministrativo dei due presidi ospedalieri locali, da infettivologo prima ed immunologo poi (a Flà: possiamo stare tranquilli con l’Astrazeneca?!).

 

 

Le sue costanti comparsate su Facebook  tra video e chilometrici pipponi che sembrano l’omelia del Carlo Verdone in versione prete del film “Viaggi di nozze” – per qualche tempo hanno ispirato e in parte ispirano tuttora gli sdolcinati commenti di qualche massaia altrove trascurata.

 

Una “politica” fatta solo su Facebook però, tirata alla lunga, diciamocelo francamente, rompe pure gli zebedei. Soprattutto se le prediche del curato, del sagrestano o del chierichetto (comunque lo si preferisca) non sono seguite da fatti politico-amministrativi tangibili e qualitativamente apprezzabili.

 

Attenzione: fatti, e non gli annunci delle buone dichiarazioni d’intenti futuri, che oramai conosciamo. Ché le letterine a Babbo Natale pure i fanciulli oramai lo sanno bene, servono solo per accaparrarsi il regalo proprio come il ragazzotto Stasi s’accaparrò il 73% dei consensi il 9 giugno del 2019.

 

Il sindaco «delle disgrazie», sussurrava quell’ex primo cittadino rossanese al suo amico e confidente. L’andazzo sembra dare proprio ragione al predecessore e a Stasi “di meglio” non poteva proprio capitare.

Qualche riga più su accennavamo infatti allo Stasi “combattente” contro il virus dell’attuale pandemia mondiale. Se egli “combatta” bene oppure male, ci astraiamo dall’esprimere un nostro giudizio. Però ad esprimersi sono in tanti, nei commenti in calce ai pipponi assai vespertini o notturni sulla sua pagina Facebook. Oramai raramente ci dedichiamo a tali “dotte” letture, ma oggi c’è un fatto nuovo. 

 

Sì, perché sembra che a Stasi gli sia scoppiata in mano o gli sia sfuggita di mano la sua stessa pagina Facebook, che gli si sarebbe rivoltata contro in modo violento. Ci dispiace assai. Nonostante l’oramai costante presenza di troll e galoppini proprio di Stasi sulle nostre pagine Facebook: tracotanti, sempre “sul pezzo” come sul “merito” del pezzo, ma soprattutto sempre molto garbati, per dirla col manifesto del Trecentesco Dolce stil novo “Al cor gentil rempaira sempre amore come l’ausello in selva a la verdura, né fe’ amor anti che gentil core, né gentil core anti ch’amor, natura”.

 

 

Sul fatto nuovo odierno c’è una pubblica denuncia recante la firma dell’intera maggioranza che sostiene Stasi in Consiglio comunale: «In queste ultime settimane è diventata intollerabile la violenza verbale che, ormai quotidianamente, si vomita tramite social contro il sindaco e l’amministrazione comunale nel suo insieme. Odio che investe anche i dipendenti comunali, non facendo salvo nessuno».

 

La maggioranza consiliare sottolinea: «Non siamo più disposti a tollerare le offese e le minacce di “leoni da tastiera” che digitano compulsivamente contro le istituzioni e chi le rappresenta, perché offendere o minacciare il sindaco e le istituzioni tutte è reato che colpisce e lede l’intera comunità di Corigliano-Rossano».

 

Ai nostri lettori risparmiamo il digesto di giurisprudenza penale che correda la lunghissima nota dei consiglieri stasiani, i quali dal diritto positivo passano per concludere col recente messaggio apostolico di Papa Francesco sulla pandemia mondiale. Quello che ovviamente ispira pure il conclusivo «restiamo uniti» del sagrestano Stasi nei suoi inconcludenti pipponi social.

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