di Fabio Buonofiglio 

Sabato sera, verso le 21, riceviamo la telefonata d’una nostra fonte. Non “istituzionale”, ma accreditata e affidabile. Ci racconta quanto sta accadendo in quel momento nella frazione Villaggio Frassa di Corigliano-Rossano. Ci dice che, dalle ore 20 circa, tre auto di pattuglia dei carabinieri presidiano, nelle varie direzioni, la rotonda ubicata lungo la strada principale che attraversa la frazione.

 

Ci aggiunge che, a un certo punto, una delle auto militari si sposta, forse per perlustrare la zona circostante. E che la stessa pattuglia si ferma davanti a una palazzina bassa dove c’è un’auto parcheggiata con due giovani a bordo, due fratelli di 32 e 30 anni, intenti ad ascoltare musica dall’autoradio, col volume un po’ alto.

 

Ci dice che i militari parlottano coi due giovani, ma poi con l’auto militare stessa s’allontanano. Per tornare poco dopo nello stesso luogo, ma stavolta assieme alle altre due auto che stavano di pattuglia alla rotonda.

 

Nel frattempo i due giovani erano entrati in casa, la loro casa, proprio nella palazzina bassa davanti alla quale a bordo dell’auto, fermi, qualche minuto prima stavano ascoltando musica ad alto volume. Il resto – dalle frequenze di “Radiocaramba” – è cronaca istituzionale.

Che culmina con l’arresto dei due giovani per i pretesi reati di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni aggravate, rifiuto di fornire le loro generalità e possesso ed utilizzo improprio d’oggetti atti ad offendere.

 

Nella foto d’apertura e qui sopra, due sequenze dei fatti di sabato sera

 

I carabinieri sarebbero stati «aggrediti dai due giovani fratelli che frattanto s’erano barricati dentro casa, identificati tramite la targa dell’auto parcheggiata sotto, poi risultata sprovvista di copertura assicurativa e quindi sequestrata». Vi sarebbero stati «lanci d’oggetti dalle grate delle finestre all’indirizzo dei militari: coltelli, vasi, generi alimentari» (forse a qualcuno nel frattempo era venuta fame).

 

Sarebbe poi spuntata «una lunga zappa» (perché ci sono pure quelle corte, più adatte agli agricoltori di bassa statura) «minacciosamente brandita contro i carabinieri, fino all’arrivo dei vigili del fuoco, allertati per forzare l’ingresso dell’abitazione con una troncatrice elettrica, mentre i militari distraevano i due soggetti, che venivano storditi mediante l’utilizzo degli spray urticanti in dotazione».

 

La cronaca istituzionale racconta d’un fatto durato «oltre tre ore», con «militari costretti a ricorrere alle cure del Pronto soccorso per varie lesioni e i due fratelli arrestati d’intesa con la Procura di Castrovillari che li ha assegnati ai domiciliari in attesa del processo per direttissima».

 

Nessuno ce ne voglia: noi crediamo che quelle tre ore di lavoro, lo Stato, attraverso i carabinieri e i vigili del fuoco, avrebbe potuto impiegarle assai meglio.

Già, perché se torniamo all’inizio della nostra cronaca, ripercorrendo tutta questa drammatica vicenda, in una città di malavita comune ed organizzata, restano un’autoradio con musica ad alto volume (noialtri saremmo ergastolani già da un pezzo) e una vettura senz’assicurazione.

direttore@altrepagine.it

 

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