Basta comporre il numero del centralino per capire che vicesindaco, assessori e consiglieri ex coriglianesi contano “ ’na beata… ”

 

 

di Fabio Buonofiglio

Diciamoci la verità. In forza d’una presunta “supremazia culturale” che storicamente si sono autoattribuiti, i rossanesi l’hanno proprio maldigerito il fatto che oggi il loro Comune si chiami Corigliano-Rossano. Frutto assai acerbo – per molti, al contrario, marcio – della fusione, appunto, tra gli estinti Comuni di Corigliano Calabro e di Rossano.

 

Eppure, dati del referendum dell’ottobre 2017 alla mano, sono proprio i rossanesi quelli che più pervicacemente l’hanno voluta, la fusione istituzionale dei due ex comuni.

L’ordine onomastico che ne è derivato è alfabetico e nell’alfabeto la “c” viene prima della “r”, a dispetto del “supremo” pseudoalfabeto rossanese.

 

E poi, benché soltanto di qualche migliaio d’abitanti, l’ex Comune di Corigliano Calabro era quello demograficamente più grande e per legge istitutiva detiene la sede legale del Comune di Corigliano-Rossano, oltre al fatto che lo Statuto ed il Regolamento del Consiglio comunale attualmente vigenti sono proprio quelli dell’ex Comune di Corigliano Calabro.

 

A sinistra il sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi, a destra il vicesindaco di… Rossano, Claudio Malavolta

 

Ma al nuovo Comune di Corigliano-Rossano, che a seguito delle sue prime elezioni si ritrova oggi l’amministrazione d’un sindaco rossanese, se da qualsiasi parte d’Italia e del mondo prendete in mano un telefono e componete il numero del centralino dell’ex Comune di Rossano (09835291), se le linee sono occupate, come sovente accade, dovete pazientare e c’è una gentile voce femminile ed automatica ad avvisarvi che «siete in linea con il Comune di Rossano»!

 

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Ciò è sintomatico di quanto abbiano finora contato e tuttora contino, in Municipio, il vicesindaco Claudio Malavolta, gli assessori Giovanni Palermo ed Anna Maria Turano, e i consiglieri comunali della maggioranza-Stasi, Alessia Alboresi, Antonio Cassano, Piersalvino De Gaetano, Biagio Frasca, Rocco Gammetta, Maria Salimbeni e Mattia Salimbeni.

 

I quali, molto più che in ordine alfabetico, sono tutti rigorosamente citati nell’ordine del vigente alfabeto rossanese, benché coriglianesi – oramai “ex” – eccetto la Alboresi, lei com’è noto ex coriglianese d’origini emiliane. Cetto Laqualunque non avrebbe dubbi su quanto essi, tutt’assieme, contino: na beata minchia!

direttore@altrepagine.it

 

 
 

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