Intervista all’imprenditore turistico Sergio Paciolla coinvolto dall’amministrazione Stasi nel naufragato progetto d’“albergo diffuso” cui era stato destinato l’antico immobile del centro storico coriglianese: «Su tutto solo vuoti annunci su Facebook»

 

 

di Fabio Buonofiglio

C’è polemica politica a Corigliano-Rossano sull’annunciato quanto imminente trasferimento, per decisione dell’amministrazione comunale del sindaco Flavio Stasi, del Comando di polizia municipale dallo Scalo al centro storico coriglianese.

 

La direzione dei vigili urbani avrà infatti la sua sede nel Palazzo dell’Orologio in Piazza del Popolo, esattamente di fronte a Palazzo Bianchi dove da qui a brevissimo sarà trasferito anche il Municipio in cui avranno la loro sede centrale gli uffici del sindaco e quelli degli assessorati.

 

Una “scelta politica”, per come ha dichiarato pubblicamente l’amministrazione in carica, dettata dalla volontà di centralizzare gli uffici comunali più importanti nei centri storici coriglianese e rossanese. Ma potrebbe essersi trattato, al contrario, d’una mera scelta di ripiego, dal momento che lo stesso Palazzo dell’Orologio a quanto pare era stato destinato ad altro, e proprio dall’amministrazione Stasi.

 

Sergio Paciolla

 

A svelare l’“arcano” è Sergio Paciolla, imprenditore d’origini trentine ma già da diversi anni trapiantato nel centro storico coriglianese dove ha aperto alcuni bed and breakfast. Paciolla già da diversi mesi s’è trasferito a Bologna, dove svolge il proprio lavoro d’insegnante:

 

«Sono felice, dopo avere appreso dell’imminente trasferimento del Comando dei vigili nel Palazzo dell’Orologio, ma anche sorpreso, dato che circa un anno fa, stando a quanto mi venne detto in diversi incontri che ebbi con esponenti dell’amministrazione e tecnici del Comune, il pianterreno di quel palazzo era stato designato come centro propulsore d’un nascente “albergo diffuso”».

 

Ci faccia capire meglio. 

«Allora, l’8 febbraio del 2020, sulla pagina Facebook del Comune compariva l’annuncio relativo ad un finanziamento pari ad oltre 13 milioni d’euro per i due centri storici, “per migliorarne la vivibilità e l’attrattività”, dichiarava il sindaco Stasi il quale dava notizia dell’approvazione in giunta d’una “strategia di sviluppo sostenibile”, aggiungendo che “a breve” sarebbero state predisposte dagli uffici le relative manifestazioni d’interesse per tutti i soggetti interessati a cogliere questa straordinaria opportunità: centri commerciali naturali, albergo diffuso, via dell’artigianato”… e via fantasticando».

 

 

Tutto questo nel Palazzo dell’Orologio?

«Non esattamente, ma sì. Io stesso fui coinvolto come interlocutore vicino all’amministrazione, ma per me fu abbastanza faticoso cercare di dimostrare, con la “piantina” del Palazzo dell’Orologio in una mano e la legge regionale sull’albergo diffuso nell’altra, che i metri quadri del pianterreno erano inferiori a quanto richiesto proprio dalla legge per farne il centro di gravità permanente dell’albergo diffuso. 

E fu assai faticoso specie di fronte ad argomentazioni quali “l’assessora dice che è spazioso”. 

Ecco, di fronte al nulla non ci sono argomenti e la cosa finì lì.

Oggi però mi permetto di domandare: che n’è stato di quei progetti annunciati con la consueta enfasi su Facebook? Rimandati, abbandonati, rimodulati o cos’altro?».

 

Secondo lei? E in merito ha poi saputo altro?

«Non ne ho idea. Però il 23 giugno scorso ho saputo, come tutti d’altronde sempre dalla pagina Facebook del Comune, degli “ultimi dettagli per il Piano condiviso e sostenibile di sviluppo turistico” con l’annuncio che “fra tre giorni”, quindi il 26 di giugno, se ne sarebbe avuta “la bozza”.

Forse i dettagli erano davvero molto dettagliati se siamo qui a marzo dell’anno dopo a chiedere se esista un progetto per il turismo. Il settore vive un momento difficile, ma per gli operatori è anche una fase di grande elaborazione, perché si cerca di prevedere lo scenario futuro, ci si prepara alle nuove tendenze che necessariamente si presenteranno quando si potrà nuovamente viaggiare.

Insomma, si può conoscere quanto progettato dagli studiosi prontamente e giustamente retribuiti dal nostro Comune?».

 

 

Noi la stiamo intervistando e lei fa le domande?!

Come valuta invece l’attuale gestione del Castello ducale che è il monumento-simbolo del centro storico coriglianese?

«Andiamo ancora una volta a ritroso nel tempo: il 28 maggio scorso la giunta Stasi ha deliberato un atto d’indirizzo proprio sulla gestione del Castello. Non voglio neanche riassumere i singoli punti, dato che oramai sono poco propenso a prendere sul serio l’amministrazione Stasi.

Al tempo, pur concordando con quanto si proponeva, osservai come ci fossero delle contraddizioni rispetto al regolamento, che forse andavano sanate. Qualcuno mi fece notare con una certa stizza che non dovevo lamentarmi dato che tutte le mie “idee” erano state accolte. Sapranno quindi leggere nel pensiero, io no, per cui domando: a questo atto d’indirizzo seguirà qualche atto concreto, tipo il bando? E il progetto di “parco culturale” cui s’accenna è un progetto reale, che qualcuno ha redatto anche solo in bozza? Si può sapere come s’articola questo progetto?».

 

Torniamo al Palazzo dell’Orologio destinato al Comando dei vigili urbani: più che una scelta politica è davvero dunque una scelta di ripiego?

«Mi pare proprio così, come spiegarlo altrimenti?!

Insomma, sarebbe ora che a questa goffa propaganda su Facebook da parte dell’amministrazione Stasi si sostituisse la condivisione di progetti reali, articolati e dettagliati, aperti pure al pubblico confronto, e se non coi cittadini, almeno col Consiglio comunale!».

direttore@altrepagine.it

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