di Fabio Buonofiglio

Il “caso” l’aveva sollevato e denunciato AltrePagine lo scorso 26 ottobre. Trascorsi 18 giorni, dal Comune di Corigliano-Rossano il 13 novembre era giunta notizia che l’ente aveva diffidato al ripristino dei manti stradali dopo la realizzazione di numerosissimi scavi da parte d’imprese incaricate dall’Enel e finalizzati a farvi passare dei cavi.

 

«Il Comune di Corigliano-Rossano ha inviato una nota di diffida alle società che hanno eseguito o stanno eseguendo opere civili e lavori di scavo sulle strade delle aree urbane cittadine, per l’immediato ripristino delle normali condizioni di viabilità.

 

Si chiede alle imprese, con estrema urgenza, di eliminare i pericoli e i disagi alla cittadinanza, derivanti da scavi non opportunamente segnalati, ripristini del manto stradale non eseguiti, o non realizzati a perfetta regola d’arte, e lavori lasciati per lungo tempo senza essere completati.

 

Se le imprese non dovessero ottemperare alle disposizioni contenute nelle diffide, si procederà d’ufficio con addebito delle spese e la revoca di tutte le autorizzazioni concesse». Questa la severa nota del Comune.

 

Sono trascorsi ulteriori mesi e in questi ultimi giorni finalmente qualcosa si sta muovendo, con alcune delle tante strade interessate già “in cantiere”.

 

La lunga Via Barletta (anche nella foto in apetura) collega la Statale 106 da contrada Santa Lucia alla frazione di Schiavonea

 

Sì, ma come vengono ripristinate queste strade? 

 

Ed è proprio qui che casca l’asino. Perchè, secondo quanto abbiamo appreso direttamente da fonti dell’Enel, delle imprese che nei mesi scorsi hanno effettuato gli scavi nonchè dell’impresa cui sono stati affidati i ripristini ed i cui operai stanno lavorando proprio in questi giorni, chi ha “trattato” per il Comune di Corigliano-Rossano sarebbe riuscito ad ottenere davvero uno scarso risultato.

 

Via delle Medaglie d’Oro allo Scalo coriglianese

 

Già: l’esclusivo ripristino soltanto delle carreggiate stradali interessate dagli scavi, e non delle intere carreggiate come qualsiasi pur vituperata amministrazione comunale del passato, negli ex Comuni di Corigliano Calabro e di Rossano, era sempre riuscita ad ottenere in questi stessi casi.

 

Chi ha trattato sarebbe stato dunque incapace a trattare, riuscendo a portare “a casa” un misero risultato parziale.

Ciò proprio mentre quanti hanno trattato per la Provincia di Cosenza e per l’Anas – nei tratti stradali di competenza di questi enti nello stesso Comune di Corigliano-Rossano – hanno preteso ed ottenuto il massimo, vale a dire il ripristino delle intere carreggiate stradali di loro proprietà e competenza, interessate dagli stessi lavori di scavo.

direttore@altrepagine.it

 

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