di Fabio Buonofiglio

L’incondizionata solidarietà alla presidente del Consiglio comunale di Corigliano-Rossano Marinella Grillo (foto) la direzione di AltrePagine l’ha espressa ieri sera, a caldo, sulla pagina Facebook del Comune, e la ribadisce e sottolinea oggi. Una bomboletta spray di vernice nera, il colore che questo giornale aborre, è servita a una mano minacciosa per scrivere poche parole, direttamente rivolte alla Grillo, sulla parete che costeggia il portone di casa della presidente della massima assise civica, e per imbrattare la carrozzeria della sua autovettura parcheggiata lì davanti.

 

Ma che parole hanno scritto gl’ignoti, per risalire ai quali da ieri mattina sta indagando la polizia? Nulla d’offensivo nei confronti della donna e madre in primo luogo, e della figura istituzionale.

 

Gli altri rappresentanti del movimento cui appartiene Marinella Grillo, “Corigliano-Rossano Futura”, lo sanno bene cosa c’era scritto su quel muro. 

Nella loro nota ufficiale di solidarietà infatti dicono: «Il tenore della scritta lascia intravedere che dietro l’atto delinquenziale ci possa essere la mafia del cimitero. Quel gruppo di persone che ha disposto, fatto e disfatto con loculi, cappelle e tumuli, prestanomi e complici».

 

L’auto della presidente Grillo sporcata dalla vernice

 

Dicono la verità. Sì, perché quella breve scritta suggestiva e minatoria associava il cognome “Grillo” a un altro noto cognome rossanese, cognome noto anche alla politica rossanese del recente passato e all’ex istituzione comunale rossanese.

 

Marinella Grillo è una donna politica rampante e ambiziosa. Già consigliera d’opposizione dell’ex Comune di Rossano dal 2016 al 2018, ha visto nelle prime elezioni comunali di Corigliano-Rossano del 2019 l’occasione per una propria personale importante “svolta”.

Già: essere rieletta consigliera per diventare presidente del Consiglio comunale, oppure, nella denegata ipotesi, assessora. Il “patto” col candidato sindaco Flavio Stasi – poi uscito vittorioso dalle urne – c’era ed è un fatto notorio.

Prevedeva però delle “condizioni”, quel patto. Marinella Grillo era chiamata a una “prova di forza” elettorale di quelle importanti.

 

Il sindaco Flavio Stasi 

 

Così la Grillo si butta con impegno ed abnegazione nella mischia della campagna elettorale.

Le urne le tributano ben 843 preferenze, consacrandola prima tra gli eletti.

Ottiene consensi pure a Corigliano, dove può contare sull’apporto e l’aiuto di parenti ed affini, oltre che sugli amici personali.

 

Il “grosso” dei consensi le arriva ovviamente da Rossano. Il suo grande successo elettorale è inaspettato e per nulla scontato dalla vigilia.

Il cognome che nella scritta nera suggestiva e minatoria è associato al suo, un cognome che quanto a voti ne ha sempre portati a sé come ad altri, a un certo punto della campagna elettorale pare essere “sceso in campo” proprio in favore di Marinella Grillo.

 

Che siano stati proprio quelli i voti determinanti per il “primato”?

Che ci sia stato un “patto” nel “patto”?

Che qualcuna delle presunte parti non abbia rispettato i supposti patti?

Che qualcun altro rimasto fuori da questi ipotetici patti, o più semplicemente per antipatia politica e personale nei confronti di Marinella Grillo, la pensi magari diversamente?

direttore@altrepagine.it 

 

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