I giudici del Tribunale del riesame di Catanzaro (presidente Giuseppe Valea, a latere Giuseppe De Salvatore e Mariarosaria Migliarino), a seguito del motivato ricorso da parte degli avvocati Enzo Belvedere ed Araldo Parrotta dei fori di Cosenza e Castrovillari, nella giornata di ieri hanno annullato l’ordinanza di custodia cautelare

 

agli arresti domiciliari disposta dal giudice per le indagini preliminari dello stesso Tribunale catanzarese Paola Ciriaco, nei confronti del 54enne commercialista di Sibari Vincenzo Pesce, coinvolto nella maxinchiesta anti-‘ndrangheta della Procura distrettuale antimafia denominata “Kossa”.

 

Vincenzo Pesce

 

Pesce era stato arrestato assieme ad altre 16 persone all’alba dello scorso 16 febbraio, nell’operazione di polizia giudiziaria diretta dal procuratore antimafia Nicola Gratteri, dal suo aggiunto Vincenzo Capomolla e dal sostituto Alessandro Riello.

 

L’uomo, dunque, dopo venti giorni trascorsi in detenzione cautelare domiciliare, è tornato in libertà e resta indagato a piede libero per trasferimento fraudolento di beni con l’aggravante mafiosa, e concorso esterno in associazione mafiosa.

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